Sicurezza
Truffa del vino Bordeaux, colpo anche a Castagneto: ecco come funziona il raggiro
Ristoratore si è visto consegnare presunte bottiglie pregiate da un finto grossista. L’ordine per una cena speciale su richiesta di una cliente, poi svanita nel nulla
CASTAGNETO. Spende 480 euro per sei bottiglie di Bordeaux 1725 Riserva Barton & Guestier 2016. Peccato che sugli scaffali del supermercato si trova al di sotto delle 5 euro a bottiglia. Vittima della truffa Gianluca Piano ristoratore a Castagneto Carducci. Bordeaux è sempre Bordeaux e se uno non se ne intende troppo, un prezzo del genere può essere più che possibile. Per di più se a ordinartelo espressamente è un cliente che prenota un tavolo per otto persone.
Inizia da qui la disavventura del ristoratore. Con la prenotazione di un tavolo per festeggiare il compleanno di un familiare. Con quel particolare vino da far trovare in tavola. Vino che va acquistato da un rappresentante suggerito direttamente dai clienti, perché altrimenti non si trova sul mercato. L’operazione si completa con una persona che si presenta nel locale per la consegna, incassa i soldi e rilascia una fattura che si rivelerà falsa. Poi, al momento della cena nessuno si presenta.
«Mi hanno chiamato prenotando un tavolo per otto persone a nome Francesca Baldini, che tra l’altro si è presentata come una cliente abituale – racconta Piano della Ristomacelleria Hannibal di Castagneto Carducci –. Non avevo motivo per non crederle. Poi mi ha spiegato che era una serata speciale e che voleva regalare questo vino al padre, per il suo compleanno. C’era un problema, non riuscivano a reperirlo perché chi lo importava si muoveva tramite rappresentante che, a sua volta, lo vendeva solo ai ristoratori. Era molto convincente, sembrava sincera. Perciò mi hanno dato il numero di un certo Lazzeri che mi ha portato le bottiglie al ristorante e dopo che ho saldato il conto mi ha rilasciato la fattura».
La sera della cena nel locale non si sono presentati. «Ho provato a richiamarli ma naturalmente non sono più raggiungibili – dice Piano –. Un episodio molto brutto in cui forse ho peccato di ingenuità, ma vorrei mettere al corrente tutti che girano questi truffatori, in modo che non caschino nel mio stesso tranello».
Ecco il raggiro. Scorrendo le cronache si scopre che non è il primo ristoratore a finire nel mirino dei truffatori. Nel Nord Italia, tra Parma e Piacenza, a inizio anno si sono verificati diversi casi simili, almeno una decina quelli denunciati. Ma i malviventi continuano a muoversi in libertà e ad affondare il colpo. Stavolta è toccato alla Toscana.
Uno degli ultimi episodi si è verificato a Trieste a maggio. Qui il ristoratore ha pagato più di 500 euro, raggirato come nel caso di Piano da una persona molto cortese, educata e gentile. Che ha chiesto le bottiglie come un favore personale. I truffatori sono conosciuti in tutta Italia come “la banda del Bordeaux”.
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