Il Tirreno

IL PRESIDENTE ARGENTIERI 

«Un Consorzio 4.0 L’economia circolare è il nostro futuro»

MARIA MEINI

CECINA In carica dal 6 marzo scorso, Vincenzo Argentieri è il nuovo presidente del Polo tecnologico di Magona. Formazione informatica, una carriera da manager in Ibm, a 4 mesi dall’affidamento dell’in...

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CECINA

In carica dal 6 marzo scorso, Vincenzo Argentieri è il nuovo presidente del Polo tecnologico di Magona. Formazione informatica, una carriera da manager in Ibm, a 4 mesi dall’affidamento dell’incarico Argentieri rivendica un’impostazione 4.0 e una virata del Consorzio verso l’economia circolare, quella del riuso, della rigenerazione.

Cosa vuol dire?

«Voglio dire che il Consorzio ha un impulso verso il futuro. Tre anni fa mi avevano già proposto quest’incarico ma ho rifiutato perché il Polo aveva un indirizzo chimico, che non mi compete. Pochi mesi fa il sindaco Lippi mi ha rinnovato la richiesta e stavolta ho accettato perché i soci hanno deciso di allargare lo spettro di competenza verso l’economia 4.0: informatica applicata all’industria, dati in cloud... quello che ho fatto per tutta la vita, in 36 anni di lavoro, oltre ad aver costruito relazioni con aziende toscane e italiane di vertice».

Come pensa di applicare le regole dell’industria privata al consorzio?

«Abbiamo già cominciato. Con il mio vice Paolo Rotelli creiamo un team affiatato. Gli accordi che abbiamo siglato con Rea e Asa vanno in questo senso. E ce ne sono molti altri in divenire, con gruppi importanti. Obiettivo: creare partnership con aziende medie che vogliano sviluppare il know how informatico. Il Polo non è una società di servizi per cui dobbiamo reinventarci. Il costo del personale è di 450mila euro. Abbiamo 11 dipendenti, di cui 4 ingeneri chimici, 2 chimiche, un laureato in scienze ambientali, uno in economia, un diplomato per i servizi generali, degli impiegati e persone a tempo determinato legati ai progetti. Ma è bene chiarire che il Consorzio si finanzia con i progetti, è una realtà attiva».

Ha avuto un mandato dal sindaco?

«Il mandato è legato alla mia competenza: conoscenza del mercato e informatica. L’obiettivo è di sviluppare il Polo rafforzando la sua presenza sul territorio con elementi di qualità per far crescere le condizioni socioeconomiche. Nel 2017 abbiamo 5 progetti approvati su 6, ma non basta. Adesso abbiamo firmato un accordo quadro con Rea per la Fabbrica del Futuro; c’è l’accordo con Asa per abbattere il 70% dei volumi dei fanghi da smaltire. È un progetto importante perché Asa gestisce i depuratori di 33 Comuni e abbattere i fanghi vuol dire ridurre l’inquinamento e i costi. Noi ci proponiamo di creare 3 hub in provincia: uno a Livorno, uno a Cecina e uno a Piombino, puntando su tecnologie diverse di intervento». —

MARIA MEINI



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