Gioco
Dalle noci il colorante green: i risultati in una tesi di laurea
In corso uno dei progetti finanziati dalla Regione per la concia ecologica. Firmato un altro accordo con un’azienda di Empoli per la tecnologia Iot-Cloud
CECINA. Colorare le pelli con scarti alimentari. Si può. Ed è una colorazione green, ecologica ma anche “circolare”, perché prevede il riuso dei materiali. È uno dei progetti - si chiama Coconat - in corso al Polo tecnologico di Magona, dei cinque finanziati lo scorso anno dalla Regione Toscana.
Una studentessa del professor Cristiano Nicolella, direttore del Polo, sta completando la sua tesi di laurea sull’uso di scarti vegetali nei processi conciari: in particolare il mallo delle noci. Altro settore, altro progetto innovativo, riguarda il recupero della vetroresina di yacht, treni e camper (Revyta).
Proprio ieri il presidente del Polo, Vincenzo Argentieri, ha firmato un accordo con un'azienda di Empoli, impegnata nel processo Industria 4.0, la Ceam Control Equipment, guidata da Simone Campinoti (ex presidente di Confindustria Firenze) che al Polo di Magona è presente con un modello Iot-Cloud. La sigla sta per internet of things: viene usato ad esempio per monitorare le condizioni di sicurezza e manutenzione di impianti e consente di intervenire prima di eventuali guasti. L’accordo sarà presentato a settembre, con un convegno alla Magona.
Ci sarà anche il prof. Giuseppe Anastasi del Dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa. «Parleremo di "Impresa 4.0, dalla teoria alla pratica" - dice Argentieri - per comprendere come la nuova tecnologia può essere al servizio del “fare impresa” in modo utile e intelligente. Su questo tipo di tecnologia informatica applicata abbiamo contatti con diverse aziende interessate a progetti di sviluppo». —
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