Gioco
Acqua ossigenata, la nuova sfida la società Solvay ha investito 40 milioni
Inaugurata la linea Electronic grade, 20 assunti negli ultimi due anni. Rossi: «Un grande lavoro di squadra»
«Tutte le produzioni dello stabilimento Solvay stanno marciando al massimo». A dichiaralo il direttore uscente Solvay Davide Papavero che, ieri pomeriggio, ha accolto, assieme al nuovo direttore dello stabilimento Pier Luigi Deli e con il country manager Marco Colatarci, il presidente della Regione Enrico Rossi e il presidente della Provincia e sindaco di Rosignano Alessandro Franchi. L’occasione è stata l’inaugurazione del nuovo impianto di acqua ossigenata di Grado Elettronico.
L’investimento complessivo di Solvay è stato di 40 milioni di euro ed ha previsto la costruzione di quattro linee gemelle. L’organico attuale è composto da 29 persone, con 20 nuovi assunti negli ultimi due anni. «In questa area industriale - ha detto Rossi - in pochi anni si è passati dal rischio chiusura paventato nel 2012, ad investimenti realizzati grazie anche all’accordo di programma firmato con il Mise, la Regione Toscana e Solvay. Ho avuto la possibilità di visitare un laboratorio di alto livello dove lavora personale con altissima formazione.
Tutto ciò è potuto accadere grazie alla capacità di fare sistema. Le istituzioni, Regione e ministero dello Sviluppo economico hanno fatto la loro parte nel sostenere queste scelte industriali». Franchi ha ricordato come «nel 2012 la preoccupazione era che lo stabilimento perdesse la centralità anche a livello occupazionale. Abbiamo cercato di trovare soluzioni lavorando con la dirigenza. Abbiamo avuto la capacità di prevenire la crisi piuttosto che gestirla. E non abbiamo ancora terminato».
Particolare attenzione anche sugli investimenti ambientali «affinché l’industria- ha detto Franchi - sia sempre già compatibile e sostenibile. Nel ciclo produttivo Solvay l’anidride carbonica non si disperde ma diventa elemento del processo produttivo e occupazionale». Ed è stato proprio Papavero a ricordare gli investimenti ambientali e lo spirito di fiducia che oggi si respira all’interno della fabbrica di Rosignano. «Il recupero della C02 è una soluzione vincente anche per l’ambiente.
La Solvay lavora sul mercato internazionale, noi esportiamo in tutto il mondo, dobbiamo guardare sempre avanti. Ma bisogna stare attenti ai rapporti con l’esterno. Con l’ultima autorizzazione ambientale abbiamo messo in campo alcune azioni: le analisi delle emissioni dei camini sono diventate trimestrali, controlli ogni 15 giorni delle acque che finiscono negli scarichi, abbiamo introdotto sniffer aggiuntivi per eventuali cattivi odori, ad agosto partirà l’impianto Salt che tratterà ulteriormente gli scarichi della sodiera».
Marco Colatarci ha sottolineato il «lavoro di squadra. Stiamo assistendo ad un evento che dimostra come anche il sito di Rosignano sia presente nel settore delle specialità chimiche». Poi ha sottolineato come, nonostante la crisi «nessuno sia stato licenziato, anzi negli ultimi 2 anni Solvay ha assunto 30 persone».Infine Rossi ha parlato di questioni ancora aperte con Solvay, «che fanno riferimento non solo al consolidamento dell'azienda ma anche a nuovi investimenti». —
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