Il Tirreno

Bruciata la bandiera del Pd appesa davanti al circolo

di Anna Cecchini
La sede del Pd dove è stata bruciata la bandiera
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La sede del Pd dove è stata bruciata la bandiera

Rosignano. L’episodio nella notte, a dare l’allarme il segretario della sezione Pasolini. Indaga la polizia, con il reparto Digos. Grazie alle telecamere viste due persone

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ROSIGNANO. A terra hanno trovato poco più di un pugno di cenere. Quello che restava della grande bandiera del partito che tradizionalmente sventolava appesa ad un’asta all’esterno del circolo Pasolini, la sede dell’Unione comunale del Pd che si trova sul versante sud di piazza del Risorgimento a Rosignano Solvay.

Il drappo è stato bruciato la notte fra sabato 28 e domenica 29 luglio, e a rendersi conto dell’accaduto è stato il segretario del circolo, Enzo Del Seppia. Che ieri mattina ha subito allertato il commissariato di Rosignano. In piazza del Risorgimento sono arrivate una volante, la squadra informativa ed anche il dirigente del commissariato. Per fare chiarezza sull’episodio è intervenuta anche la polizia scientifica di Livorno, che ha effettuato tutti i rilievi necessari.

Intanto, davanti al circolo Pasolini si sono riuniti alcuni iscritti, tra cui il sindaco Alessandro Franchi e il capogruppo Pd in consiglio comunale Luca Agostini. «Ho parlato anche con il Prefetto - sottolinea Franchi con tono preoccupato - perché negli ultimi giorni si sono verificati alcuni episodi che secondo me non devono essere sottovalutati. È vero si tratta di vandalismo, ma in qualche caso ci sono anche messaggi con un contenuto politico. È giusto non sottovalutare quanto successo».

Già, perché sul territorio nell’ultima settimana c’è stata una escalation di atti vandalici, alcuni dei quali particolarmente preoccupanti per il messaggio che inviano alla comunità. La mattina del 24 luglio, infatti, sul portone della scuola elementare Novaro, a Vada, sono state trovate due svastiche vergate con un pennarello. E sulla facciata dell’edificio è comparsa anche una scritta dai toni razzisti. Il giorno successivo, 25 luglio, qualcuno si è accorto che era stata nuovamente danneggiata la copia della statua di Rolando Filidei, posizionata ai Pungenti, sul lungomare tra Caletta e Portovecchio, donata e posizionata lì nel 2014 dall’Anpi. Una statua che ricorda il bombardamento del 15 giugno del 1944.

Ecco che la bandiera del Pd bruciata proprio davanti alla sede principale del partito alza senza dubbio il livello di attenzione, tant’è che il commissariato di Rosignano porta avanti le indagini in accordo con la Digos di Livorno. Dai primi riscontri risulta che grazie a un sistema di videosorveglianza presente nella zona sia stato possibile vedere due persone muoversi proprio davanti alla sede Pd. Chiaro che adesso dovranno essere effettuati ulteriori accertamenti.

Intanto il Pd rosignanese, tramite una nota, sottolinea che «il gesto è frutto di una non cultura che inneggia alla violenza ed alla illiberalità, assunte come stili di vita. Il Pd di Rosignano si affida con fiducia alle indagini che verranno svolte dalla polizia di Stato, alla quale rivolge il ringraziamento più sentito per il lavoro che quotidianamente svolge».

E ancora, il Pd «ringrazia per i numerosi attestati di solidarietà che in queste ore stanno pervenendo ai nostri circoli ed ai nostri dirigenti e militanti. Di fronte a queste situazioni, la politica nel suo intero, deve trovare unità d'intenti e riflettere su questi gesti che tentano di minare la basilare convivenza civile e democratica, anche in una comunità sempre molto sensibile come la nostra». —


 

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