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Le antiche grotte, l’abbandono e il recupero

Manolo Morandini
Le antiche grotte, l’abbandono e il recupero

Gli esperti parlano di tracce di epoca etrusca, per anni nessuno si è preso cura di tutelare la bellezza di questi spazi

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Bibbona

C’è una Bibbona nascosta. Sotterranea. Racconta storie che si rifanno all’epoca etrusca. Ci sono tracce inequivocabili dicono gli esperti. Anche di ciò che è stato per troppi anni un patrimonio in abbandono. Gli ipogei scavati nella collina di calcarenite su cui è edificato il borgo un po’ alla volta tornano alla luce. La bellezza non si è mai spenta completamente. L’operazione è coraggiosa. L’amministrazione comunale ci mette la faccia. Finanzia i lavori di sistemazione. E senza dirlo ammette gli errori di chi l’ha preceduta.

Si è concluso un primo intervento, ma resta ancora molto da fare per riannodare il filo con la Storia. Grotte trasformate in magazzini e in discariche di rifiuti. Questo è il volto con cui molti le anno conosciute nel tempo. L’intervento di recupero è partito da via Salnitro. Ce ne sono una decina e alcune non è ancora ben chiaro dove portano.

C’è lo zampino di un gruppo di lavoro informale, che riunisce appassionati di archeologia e storia locale ha deciso di voltare pagina. Sono loro ad aver sollecitato il cambio di passo del Comune di Bibbona. Tra questi il consigliere comunale di maggioranza Riccardo Cresci che tiene le fila con gli uffici. Il sindaco Massimo Fedeli plaude all’operazione, consapevole che la strada è appena all’inizio. «Un passo alla volta», dice Fedeli.

Curarle, proteggerle. Basta con l’abbandono. Tra l’altro è sufficiente consultare le carte urbanistiche per avere la misura di ciò che è stato. Non c’è alcun vincolo archeologico per questi manufatti trasformati e adattati nei secoli ai bisogni della popolazione. Ricoveri per gli animali e la legna. Magazzini e granai. Perfino garage per le auto in epoca più recente.

La misura della considerazione che si è avuto per questi spazi sotterranei si ha entrando in un’altra grotta. È chiamata la grotta di Bacco e si trova all’inizio della adiacente necropoli etrusca con via cava a due passi dal palazzo comunale. Uno spazio recuperato grazie all’intervento di un privato che ne ha acquisito la proprietà. Sulle pareti di calcarenite è ancora leggibile la storia recente. I segni delle pale meccaniche nel corridoio orientale sono lì a testimoniare il tentativo di ampliamento nell’ottica di realizzarvi una pizzeria. Risultato: l’altezza attuale è ben superiore a quella originaria di epoca etrusca.

L’orizzonte adesso è mutato. La Proloco di Bibbona organizza visite tematiche per far conoscere la storia millenaria di Bibbona. E l’ipogeo di via del Salnitro è un tesoro restituito ai residenti, turisti e studiosi. È ora accessibile su richiesta ed è il segno tangibile della volontà di dare corso al progetto di valorizzazione degli ipogei di Bibbona. Un tesoro di grotte e nicchie di resti semidiruti di estese necropoli che accomunano il borgo a molti paese dell’Etruria. —

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