Sicurezza
Il Demanio mette a bando la gestione di Villa Celestina
L’avviso scade il 27 novembre, nell’edificio previste attività turistiche e ristorazione Malumori tra i cittadini, che vogliono che l’immobile resti completamente pubblico
È uscito sul portale dell’Agenzia del Demanio, settore immobiliare, il bando di gara per la concessione e valorizzazione di Villa Celestina, di proprietà dello Stato. Un bando che, soprattutto sui social, sta già facendo discutere i cittadini, che vorrebbero che la villa rimanesse un bene del Comune. La superficie lorda dell’ex circolo Kursaal è di 1000 metri quadrati, 1815 con il parco. I concorrenti avranno tempo sino al 27 novembre per presentare i progetti e potranno eseguire sopralluoghi fino al 30 ottobre. Il canone per la gestione della struttura è a offerta libera e sarà il rapporto qualità- prezzo il criterio per l’aggiudicazione della gestione della villa inserita nella pineta Marradi di Castiglioncello. Come annunciato dal sindaco Alessandro Franchi il 26 giugno scorso quando firmò il protocollo di intesa con l’Agenzia del demanio, la gestione di Villa Celestina, dopo la scadenza del comodato d’uso nel 2017, passerà di mano. Troppi i 70-80 mila euro l’anno di affitto, così disse Franchi, richiesti dall’Agenzia del Demanio. Come si legge sul portale, per la struttura sono previste funzioni quali «attività turistiche, ricettive, di ristorazione, didattiche-culturali (arte e spettacolo, didattica e formazione), ricerca (centro studi, osservazione della flora e della fauna e delle stelle) e promozionali». Ossia attività legate alla cultura del mare, eventi di moda, festival concerti, matrimoni e iniziative di tipo artistico, socio-ricreativo, sport benessere. Oltre a queste destinazioni «i progetti potranno riguardare anche il settore enogastronomico e attività per la scoperta del territorio come escursioni terrestri e marittime, visite guidate, coinvolgimento degli ospiti in attività e progetti di salvaguardia dell'habitat naturale e costiero e così via». L’approccio progettuale indicato, anche in considerazione delle valenze storico-architettoniche dell’immobile, dovrà mirare a garantire la conservazione dell’impianto originario. «Non saranno previste - si legge sulle schede tecniche- la realizzazione di nuove volumetrie, né l’alterazione dei prospetti». Sarà però valutato «eventualmente e dove possibile l’introduzione, in aggiunta all’esistente, di sole strutture leggere, removibili in materiali compatibili. Nella scelta delle tecniche d’intervento, tradizionali e innovative, andrà comunque privilegiata - si legge - la meno invasiva, la più reversibile e maggiormente compatibile con i valori storici paesaggistici e ambientali, tenendo conto dei requisiti di sicurezza, durabilità e compatibilità». Fruibilità pubblica della struttura: le proposte dovranno «prevedere una gestione privatistica che garantisca anche l’accessibilità e fruibilità pubblica del bene e delle aree esterne di pertinenza». Una fruizione, quella che maggiormente interessa ai turisti e cittadini, che potrà essere «permanente o temporanea, in determinati periodi o fasce orarie, in occasione di eventi o attività culturali, ricreative, sportive, sociali e di scoperta del territorio che tengano conto del contesto e dei fabbisogni locali». Tra i principi da seguire nel progetto quello di minimo intervento, compatibilità, reversibilità ed ecosostenibilità, nel rispetto della tutela dei caratteri storico-artistici, e dell’ambiente in cui il bene è inserito. —
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