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la petizione 

Flop delle vendite i venerdì pomeriggio Proteste in centro per le strade chiuse

Manolo Morandini
Flop delle vendite i venerdì pomeriggio Proteste in centro per le strade chiuse

Cecina, lettera al sindaco per contestare il provvedimento  Firmano 38 esercenti di corso Matteotti e le vie Diaz e Cavour

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cecina

Un’ora in più può fare la differenza nel bilancio di una giornata di lavoro. Lo sostengono i commercianti che con le loro affacciano sulle vie Diaz, Cavour e nel tratto di corso Matteotti a nord della Ztl. Chiude la strada e spariscono i clienti. Tante voci, che si fanno protesta. A firmare la petizione sono in 38 ma i promotori assicurano che altri non l’hanno sottoscritta solo per ragioni di tempo. Il tutto per tornare a ripetere che non ci stanno al blocco del traffico tutti i venerdì di luglio e agosto dalle 18.

Al di là della merceologia sono in molti a schierarsi su questo fronte. Tutti pronti a mettere timbro della propria attività e firma in calce alla lettera consegnata al sindaco di Cecina Samuele Lippi per dimostrare il «disappunto», si legge nel documento, in merito alla «chiusura del centro cittadino, che avviene regolarmente tutti i venerdì di luglio e agosto». E ciò perché «chiudendo corso Matteotti, all’altezza di via Pascoli fino a via Armando Diaz, all’altezza di via Buozzi, si bloccano anche le vie di accesso secondarie».

La linea è chiara. Nessuno è contro le manifestazioni organizzate dal Centro commerciale naturale, che siano soci oppure no. Però non ci stanno a pagare il prezzo dei mancati affari dei venerdì pomeriggio.

Sulla scorta dell’esperienza descrivono ciò a cui assistono tutti i venerdì. «Con la cartellonistica di rimozione posizionata lungo le vie il centro si svuota molto prima delle ore 18». Risultato: «Le vendite e gli incassi da quell’ora sino alla chiusura delle attività commerciali vengono ridotti. E tutto questo accade negli orari migliori per effettuare gli acquisti».

La richiesta ha il senso della misura. «Ovviamente non si discute assolutamente la chiusura delle strade in occasioni particolari quali la Notte dei saldi, la Notte bianca e lo Sbaracco – affermano –. Se per motivi organizzativi o logistici non c’è la possibilità di chiudere le strade alle 20, orario di chiusura dei negozi, tanto vale non chiuderle in modo da dare a ogni attività la possibilità si svolgere serenamente la propria giornata lavorativa».

Il problema non è nuovo. Anzi ad ogni estate si ripresenta nella stesse modalità. Sarà un caso, ma con il battere dei piedi qualcosa si era smosso. I commercianti lo scorso anno avevano ottenuto di disporre la chiusura dalle 19. «Questa situazione va avanti ormai da anni e nonostante abbiamo più volte comunicato il nostro malessere, ogni anno ci ritroviamo nella solita situazione».

L’orario delle 18 sarebbe funzionale alle modalità e ai tempi per consentire la rimozione dei veicoli lasciati in sosta nonostante i cartelli che indicano il divieto e la rimozione forzata. Insomma, far slittare l’efficacia del provvedimento di un’ora in avanti avrebbe creato delle difficoltà per l’eventuale rimozione delle auto lasciate in sosta.—

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