Sicurezza
Pezzi di “tubone” lungo la spiaggia Dubbi e proteste per il ripascimento
I bagnanti polemici: «Così si crea danno all’ambiente» Gli stabilimenti: «Tempi troppo lunghi, ma andava fatto»
Ieri nessuna draga al lavoro nella baia del Quercetano. Domenica le onde hanno trascinato nuovamente una parte della condotta a mare, utilizzata per ripascere la spiaggia, sopra uno degli scogli. L’altro capo della condotta è rimasto ancorato al proprio posto. Intanto pezzi di gomma che rivestono il tubo lungo circa 500 metri, si sono rotti finendo in mare e sulla spiaggia.
Turisti e residenti allarmati, dopo le vicende dei giorni scorsi quando ci sono volute oltre 24 ore per disincagliare tubo e pontone finiti sugli scogli davanti ai bagni Aurora, hanno iniziato a segnalare la situazione alla nostra redazione con tanto di documenti fotografici di persone che raccoglievano i frammenti di gomma sulla spiaggia. A seguire fotografie e commenti su Facebook dove si chiede, tra le altre cose, se i frammenti di gomma non costituiscano inquinamento. Tra i residenti contrari ai lavori anche Susanna Salvioni, già intervenuta oltre un mese fa sulla questione ripascimento : «I pezzi di materiale e plastica che si riversano sulla spiaggia provocano inquinamento. Meglio sarebbe stato aver speso questi soldi per rifare il sistema fognario che passa dal Quercetano anziché insabbiare il problema proprio con la sabbia». Venerdì sera, quando i lavori avevano già ricreato almeno metà della spiaggia libera erosa dal mare, l’immagine di un gruppo di ragazzi che giocavano a pallone dove prima c’erano solo sassi e acqua, aveva fatto pensare al meglio; soprattutto che l’intervento potesse finire a breve. Invece è bastata una piccola mareggiata affinché parte della condotta finisse nuovamente sugli scogli. Una situazione che ha portato alla mente la vicenda accaduta tra la notte di lunedì 16 e martedì 17 luglio quando il forte vento scaraventò draga, pontone e tubo sopra gli scogli. Tante le proteste dei turisti, anche di coloro che hanno affittato ombrellone e sdraio negli stabilimenti balneari che si affacciano sulla baia e che contestano il fatto di non poter godere del mare. Gli operatori si augurano che tutto finisca il prima possibile. «Le polemiche non servono a niente - dice Andrea Nacci proprietario dei bagni Nettuno- è colpa della burocrazia italiana se siamo arrivati con i lavori a luglio. Se tutto fosse andato bene dal punto di vista tecnico l’intervento sarebbe terminato venerdì scorso. Il ripascimento andava fatto». «I tempi sono sbagliati - dice Alessandro Lami, Bagni Aurora - ma adesso il lavoro va terminato. Un lavoro che riguarda tutta la baia, Iche avrà una durata di almeno quattro o cinque anni (l’ultimo ripascimento è stato eseguito nel 2010). Tra un anno nessuno più si ricorderà dei disagi ma tutti potranno godere di una bella spiaggia. Bisogna però ricordarsi di mettere in preventivo per tempo quest’opera».
Anche i commercianti stanno soffrendo il disagio relativo alla tempistica dei lavori slittati ad oltre metà luglio. «Un disagio dovuto anche a cause naturali come la mareggiata - ha commentato Vanessa Guidi presidente del Ccn Castiglioncello - Ho acquisito tutte le informazioni necessarie per dare spiegazioni a tutto ciò cercando di arginare i disagi nel rispetto delle necessità degli stabilimenti balneari ma anche tutelando Castiglioncello dal punto di vista turistico. Perché una spiaggia libera più ampia porta un maggiore afflusso di persone. Speriamo che l’opera abbia un riscontro nel più breve tempo possibile». —
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