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Tinagli (Pd): «Non serve dividersi a sinistra»

la replicacastagneto carducci. Sulla svolta del Psi che nelle fila della maggioranza a Castagneto Carducci dà vita al proprio gruppo consiliare “Castagneto Avanti” interviene il segretario del Pd...

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la replica

castagneto carducci. Sulla svolta del Psi che nelle fila della maggioranza a Castagneto Carducci dà vita al proprio gruppo consiliare “Castagneto Avanti” interviene il segretario del Pd Simone Tinagli.

«Non ci ha fatto certo piacere la decisione di dare vita a un gruppo consiliare autonomo, perché di tutto abbiamo bisogno in questo specifico contesto storico, fuorché di ulteriori divisioni tra le formazioni politiche che si collocano alla sinistra dell’arco costituzionale», afferma Tinagli. Che prosegue: «Il consigliere Johnny Calderini ha spiegato ai colleghi consiglieri che non si tratta di “un caso isolato”, ma che “le stesse dinamiche hanno prodotto conseguenze simili in tutta la provincia”, mentre il segretario locale Andrea Fatighenti ha lamentato una carenza di condivisione delle scelte compiute da una giunta comunale che non presenta esponenti del Psi. Una mancanza che non ho mai percepito. Anzi gli sforzi sono stati operati nella direzione opposta mentre, semmai, ho visto sempre più palesarsi divergenze sui grandi temi di politica e gestione del territorio».

Il problema più grande sembra essere l’approccio al tema del rapporto tra amministrazione locale e partiti. «Il Pd ritiene che in ambito locale debbano essere favorite dinamiche aperte alla società civile, le proposte politiche e la loro attuazione devono essere espressione di tutte le forze sane e capaci che arricchiscono il nostro territorio, a prescindere da ragionamenti di appartenenza o di coalizione – sottolinea –. Se il tema è l’amministrazione di un comune come il nostro, i partiti devono avere la capacità e la forza di fare un passo di lato, esserci ma non essere protagonisti esclusivi, dimostrare autonomia e indipendenza anche rispetto alle linee politiche nazionali, garantire a loro volta autonomia e indipendenza ai consiglieri eletti e agli amministratori in carica». E conclude: «La posizione degli amici socialisti è certamente legittima, ed è del tutto comprensibile che ad esempio, seguendo certe logiche politiche, sia stato recentemente chiesto spazio in giunta per un proprio iscritto, ma crediamo che la via da percorrere nel futuro debba essere un’altra». –

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