Gioco
Pescasportivi senza spazi, 60 firme in Comune
La protesta: "Trattati peggio dei cani"
CECINA. «Abbiamo la sensazione di essere considerati meno dei cani, a loro sono dedicati giustamente due tratti di spiaggia». È questo lo stato d’animo di una sessantina di pescatori sportivi che reclamano spazi per esercitare la propria passione sul territorio di Cecina. La lettera, in forma di petizione, è sui tavoli di Comune di Cecina, Capitaneria di porto, Circolo nautico Foce Cecina e della segreteria provinciale della Federazione Italiana Pesca Sportiva.
A chiudere gli spazi è l’ordinanza che disciplina le attività balneari. Dalle 8 alle 20 sulle spiagge è vietata la pesca dall’1 maggio al 30 settembre. «Anche il fiume Cecina per i pescatori non è più praticabile per varie cause», sottolineano. E poi c’è la questione dei 12 pennelli lungo l’arenile tra la foce del fosso Mozzo, quella del Cecina e la spiaggia delle Gorette, sembrano rappresentare una tentazione irresistibile per i bagnanti ma anche per chi della pesca sportiva ha fatto il suo hobby. Anche qui la pratica è vietata. «Le nuove scogliere con vialetto in calcestruzzo sono sicure, ce ne sono altre senza vialetto la cui pericolosità è segnalata da appositi cartelli – affermano –. Non ci sembra che alcuni tratti delle scogliere del porto siano pericolose più delle altre, come ci sembra impossibile che alcuni pescatori possano ostacolare la navigazione». Da giugno la diga foranea del porto, che è di fatto un’area di cantiere privata, che fa capo alla Porto di Cecina Spa, è stata resa inaccessibile. Blocco che è anche figlio di alcune intemperanze, con pescatori che nel tempo avevano preso l’abitudine di gettare le lenze nel canale di transito e negli specchi di ancoraggio delle barche.
«La maggior parte dei frequentatori della diga foranea del porto – viene sottolineato nella lettera – sono pensionati con problemi di mobilità che gli impediscono di accedere a postazioni a rischio o di esercitare la pesca in orari non consoni alla loro salute. E comunque eventuali responsabilità potrebbero essere regolate da appositi cartelli». L’idea sarebbe di porter accedere al molo di sottoflutto proseguendo oltre il bar e ristorante.
Non hanno la soluzione in tasca e neppure pretendono di gettare le lenze dove è vietato i pescasportivi che hanno scelto di mettere nome e cognome in calce alla lettera. Chiedono «un incontro tra i rappresentanti dei pescatori, Porto di Cecina Spa, Guardia costiera, Comune e commercianti del settore per trovare una soluzione tale da non penalizzare la pesca sportiva».
Che la pratica di questo sport sia in sofferenza lo mette in luce dal suo osservatorio Daniele Buti, da 27 anni titolare del negozio di articoli per la pesca Spinnaker. «Nell’arco di una ventina di anni sul territorio da nove negozi come il mio ne sono rimasti quattro – dice Buti –. I turisti che vengono a fare acquisti chiedono dove possono andare a pescare. Le uniche indicazioni che si possono dare è di spazi dove la pratica è tollerata anche se non sarebbe consentita. Mancano spazi dedicati e una soluzione potrebbe essere quella di seguire l’esempio di altri comuni che hanno riservato dei tratti di spiaggia alla pesca sportiva».
Il presidente dell’Associazione Pesca Sportivi, attiva in città dal 1954, Gino Carugi sottolinea: «Non abbiamo promosso l’iniziativa, ma è il segno che c’è un malumore generalizzato». E aggiunge: «È dall’epoca della giunta comunale guidata da Paolo Pacini che si promette di realizzare sei piazzole sull’argine del fiume per la pesca sportiva ma i sindaci sono passati e non se ne è fatto di nulla»
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