Gioco
Porto, slitta il voto sul bilancio e la situazione resta grave
Cecina, illustrate all’assemblea le ipotesi di aumento di capitale e la ricerca di un partner. Pesano l’esposizione con gli istituti di credito e il contenzioso con Sales Spa
CECINA. Linea di credito a breve termine. A concederla al consiglio di amministrazione della Porto di Cecina Spa sono i soci intervenuti all’assemblea per l’approvazione del bilancio 2017. Il voto a maggioranza accoglie la richiesta di differire l’approvazione dei documenti contabili. Il passaggio è cruciale. A pesare è il giudizio in sospeso sui conti della Spa sottolineato dal collegio sindacale e dalla società RSM Spa, a cui è stata affidata la revisione del bilancio. Due gli aspetti che reclamano una svolta nell’arco di questo scorcio di 2018: la forte tensione finanziaria, per l’indebitamento verso le banche e i fornitori, e la mancanza di certezze sull’esito delle operazioni in essere sul comparto immobiliare e il completamento del porto. Ed è su queste che viene fatto leva per chiarire lo stato dell’arte. Entro la fine dell’anno si avrà certezza sui presupposti per la continuità aziendale o se lo scenario è quello di una messa in liquidazione della Spa, con conseguente revisione dei criteri di valutazione delle voci che compongono il bilancio.
La situazione è definita grave. Passa la proposta del presidente di Porto di Cecina Spa Giuliano Matteoli, caldeggiata anche dal presidente del collegio sindacale Paolo Brogi che ne illustra i presupposti tecnici nella relazione allegata al bilancio 2017. In sintesi è l’unica strategia per salvaguardare l’integrità e il valore del patrimonio sociale e risponde a una logica prudenziale.
Congelato per tutto il 2018 l’indebitamento con le banche, alla Spa restano da trovare 10 milioni di euro per garantire la finitura del porto. Passaggio necessario per stipulare il contratto con Peverell Holding Ltd disposta a sviluppare il comparto immobiliare e realizzare a scomputo alcune opere per 14,5 milioni di euro, tra cui quelle di messa in sicurezza idraulica. L’iter dei progetti è in corso in Comune.
I 10 milioni sono necessari per aprire un finanziamento con gli istituti di credito nell’ordine dei 23 milioni, con cui rimodulare anche le posizioni già aperte, e passa da tre strade. Si ipotizza l’aumento di capitale da proporre in sottoscrizione ai soci. Ma c’è anche la possibilità di aprire le porte a partner o acquirenti. «Ci sono contatti in corso», assicura Matteoli che fa i nomi di cinque società. Altre vie si legano a meccanismi di ingegneria finanziaria, ma non vengono ritenute in linea con la natura di azionariato diffuso che caratterizza la Porto di Cecina Spa (circa 500 soci).
Alla fine dell’anno si legano due incognite non da poco. Tra ottobre e novembre è attesa la sentenza della causa civile di risoluzione del contratto promossa da Sales Spa per insolvenza della Porto di Cecina, si tratta di una partita nell’ordine dei 5 milioni di euro. Sul punto Matteoli sottolinea che le proposte avanzate a Sales sulla scorta del contratto in essere per il pagamento delle opere non sono neppure state prese in esame e che l’azienda avrebbe invece chiesto l’area del cantiere navale. «Non è un asset che si gioca per pagare dei debiti ma per arrivare alla finitura del porto», dice il presidente ai soci riuniti al cinema Tirreno. Altra incognita l’esito dei rilievi dell’Agenzia delle entrate per cui è stato accantonato un fondo a bilancio di 470.000 euro e che è relativo alle verifiche fiscali sul triennio 2014-2016. —
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