Antichi magazzini per il grano trovati alla foce del Fine
Le scoperte grazie alla campagna di scavi dopo l’intervento lungo il fiume Regoli: «Si tratta di un insediamento protostorico e uno di epoca romana»
VADA. «La novità di quest’anno è rappresentata dall’intervento di archeologia di emergenza, che è stato effettuato in occasione dei lavori della regimazione idraulica del tratto terminale della foce del fiume Fine». Edina Regoli, direttrice del Museo archeologico, spiega l’attività svolta per la campagna di scavi 2018 nella zona a lato del Fine. Con lei il sindaco Alessandro Franchi, la responsabile dei servizi culturali Caterina Bellucci, la professoressa Simonetta Menchelli e il dottor Paolo Sangriso dell’Università di Pisa che sono responsabili dello scavo, Francesca Bulzomì della cooperativa Archeodata e Riccardo Cantini degli Amici di M.A.R.C.O. . Si tratta di una zona che era già indiziata a seguito di ricognizioni fatte negli anni passati dall’Università di Pisa, «come è abbastanza logico – ha spiegato Regoli - essendo alla foce di un fiume molto importante dal punto di vista strategico nell’attività, un porto non puntuale ma un sistema di approdi distribuito lungo la falcatura della costa, che dalla foce del Fine arriva fino a quella del Cecina, con alcuni punti di maggiore importanza e strutturazione come il quartiere di San Gaetano».
Si tratta di un insediamento protostorico e di un insediamento di epoca romana, entrambi siti produttivi. «Uno probabilmente consentiva di ricavare il sale, che poi veniva commercializzato, dall’acqua di mare grazie ad un processo di ebollizione. – ha aggiunto Regoli - Dieci secoli più tardi, nella stessa area si impianta poi una fornace di anfore vinarie per imbottigliare e trasportare nel bacino del Mediterraneo il vino prodotto in zona.
I materiali verranno presentati al museo domenica 15 luglio e per l’occasione verrà allestita una vetrina con i materiali di scavo in corso di studio, che troveranno poi collocazione nelle sale del Museo.
Centrale è poi la campagna di scavo – Summer School, diretta dall’Università di Pisa, partita il 2 luglio fino alla fine del mese, che completerà lo scavo dell’area aperta a lato di via del Porto. «Gli edifici - sottolinea Regoli - che stanno portando alla luce sono un settore della Vada Volaterrana. In corso di scavo tutta una serie di taverne per la cottura del pane, una serie di edifici in cui si immagazzinava il grano che arrivava dalle fattorie delle campagne. All’inizio del II secolo d.c. furono aggiunte alcune stanze al lato orientale, forse parte di un piccolo santuario». L’obiettivo, dopo la prima campagna di scavi, è quello di rendere partecipi i cittadini degli ultimi ritrovamenti .
Lo scavo sui terreni di proprietà di Ineos, Società Solvay e Inovyn, nelle prossime settimane sarà visitabile ogni giovedì dalle ore 17.30 con la guida degli archeologi mentre sabato 14 luglio a San Gaetano si svolgerà la seconda edizione dell’open day (ore 10-13 e 16-19,30; ritrovo ore 10 all’entrata del sito, ingresso libero). —
S.Q..
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