Il Tirreno

manifestazioni: l’obbligo sicurezza  

Meno deroghe, più costi per gestire i rischi Il Comune: «Gli eventi non salteranno»

Manolo Morandini
Meno deroghe, più costi per gestire i rischi Il Comune: «Gli eventi non salteranno»

Allarme dei commercianti sulla programmazione estiva, prove di dialogo e collaborazione con l’amministrazione

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cecina

Meno deroghe normative, più responsabilità e costi in capo agli organizzatori di eventi. Sta qui il nodo. Il punto più critico per realtà i cui bilanci si reggono su equilibri molto delicati e che sono portate avanti da volontari. All’appello lanciato a una sola voce dai presidenti locali di Confcommercio Catia Giannoni, di Confesercenti Umberto Chisci, quelli dei Centri commerciali naturali Roberto Bartoli (Cecina centro) e Speranza Matteo (Marina) e della Targa Cecina Alessandro Regoli l’amministrazione comunale risponde per voce del vicesindaco Giovanni Salvini. «Lo scorso anno con l’entrata in vigore della circolare Gabrielli a giugno siamo comunque riusciti a realizzare tutti gli eventi in cartellone – dice Salvini –. Quest’anno non vedo ragioni perché non vi si riesca. Rispetto a quando è stato fatto il programma, ovvero tra gennaio e febbraio, non ci sono novità che hanno mutato le carte in tavola».

La questione è sul tavolo non solo a Cecina. La circolare Gabrielli ha fatto chiarezza in un settore dove per troppo tempo si è fatto finta di nulla, con l’aggravante che oggi il contesto è gravato da una minaccia terroristica. Il confronto tra le associazioni e l’amministrazione comunale è iniziato il 28 giugno. «Serve un’azione coordinata con altri enti locali per rappresentare il problema agli organismi amministrativi superiori», affermano i presidenti delle associazioni. Il rischio? Potrebbero saltare alcuni degli eventi già in cartellone o non riuscire a mantenere la stessa programmazione degli altri anni per esempio durante le festività di Natale.

«Insieme si può riuscire a parare il colpo e da parte dell’amministrazione comunale c’è la massima disponibilità – sostiene il vicesindaco –. Le obiezioni delle associazioni sono legittime, se ci sono proposte e suggerimenti siamo pronti ad accoglierli». Che aggiunge: «Servirebbe una legge quadro perché la circolare Grabrielli impone una serie di obblighi ma non si pone il problema della coperture finanziarie. Per esempio, ad oggi non è possibile utilizzare parte dei proventi delle sanzioni per violazione del Codice stradale».

La legge prevede che alcune voci di spesa siano a carico degli organizzatori degli eventi. E poco importa se di fatto chi lamenta i costi di fatto svolge un’attività demandata dal Comune. «Rispetto ad altri enti abbiamo scelto di dare un sostegno concreto, per quanto possibile, alleggerendo di una parte rilevante gli organizzatori di una serie di costi – sostiene Salvini –. Circa l’80% di quelli legati alla cosiddetta safety, ovvero l’incolumità dei partecipanti a un evento. Ma anche in materia di security, cioè di ordine pubblico, il risparmio è nell’ordine del 40%. Insomma, il Comune non ha fatto un passo indietro o lasciato le associazioni in mezzo al guado. E la disponibilità resta piena perché le manifestazioni sono un valore ai fini della socialità e della vivacità del territorio». E conclude: «Abbiamo eliminato anche il costo del suolo pubblico, che è comunque un modo per incanalare risorse che attenuino l’impatto delle spese per la sicurezza. E la scelta di realizzare il piano della sicurezza per le zone della città dove si svolgono tradizionalmente gli eventi è un contributo indiretto a chi organizza le manifestazioni in quei luoghi perché si ritrova uno strumento già pronto all’uso e una spesa in meno da sostenere. Un’altra forma di contributo sono le deroghe all’impatto acustico, se non si facessero chi organizza dovrebbe ogni volta dare incarico a un professionista». —

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