Il Tirreno

interrogazione in consiglio 

Emergenza abitativa proteste da via Perugia la Lega chiede verifiche

Il consigliere Gasperini vuole vederci chiaro sui criteri di assegnazione degli alloggi e il sistema di controllo dei requisiti

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cecina. Il dito è puntato su un condominio di via Perugia. E il presupposto da cui muove Lorenzo Gasperini, capogruppo di Cecina insieme, è il lavoro di verifica sul campo svolto dal Movimento giovani Lega di cui è coordinatore. Tema: la gestione di tre alloggi affittati a maggio 2017 dal Comune sul mercato privato per far fronte ad emergenze abitative. E soprattutto la difficile convivenza che si sarebbe creata tra i nuovi inquilini e i residenti storici.

L’esponente dell’opposizione sostiene che «i residenti storici riferiscono che Polizia di Stato, Polizia municipale e le assistenti sociali sono in possesso di informazioni e verbali attestanti il graduale complicarsi della situazione nell’anno di permanenza degli assegnatari degli alloggi».

Sul caso Gasperini presenta un’articolata interrogazione con sedici punti di cui chiede ragione al sindaco di Cecina Samuele Lippi. Da quale sia lo strumento e i relativi costi per quello che definisce «welfare abitativo», a come siano stati selezionati gli assegnatari e se vi sono tempi ed eventuali clausole di revoca o termine dell’assegnazione. Ma anche nel caso di assegnatari stranieri se siano stati «richiesti all’autorità nazionale competente i certificati attestanti i beni immobiliari eventualmente posseduti all’estero». L’esponente di Cecina insieme vuole avere contezza dello stato dei controlli da parte del Comune sul permanere dei requisiti per l’assegnazione, dal reddito al patrimonio, «e non solo con riferimento agli immobili di via Perugia». E ancora: «Se siano state disposte operazioni di verifica a campione sull’eventuale svolgimento di lavoro irregolare con produzione di reddito sufficiente a essere esclusi dall’assegnazione degli strumenti sociali, così come sull’eventuale possesso di beni, per esempio autovetture, dal valore e dai costi di manutenzioni incompatibili con le dichiarate condizioni di emergenza economica e sociale».

Si tratta della stessa via Perugia dove nel 2016 scoppiarono le polemiche per l’intenzione dell’Arci di collocarvi dieci richiedenti asilo all’interno di due appartamenti sfitti, messi a disposizione del proprietario. Gli inquilini trovarono una sponda soprattutto nella Lega e all’epoca si sollevò un polverone. Non se ne fece di niente.

Sul caso che ha mosso Gasperini il sindaco Samuele Lippi fa il punto, senza entrare nel merito delle richieste dell’interrogazione. «Abbiamo tre appartamenti presi in affitto per far fronte a situazione di emergenza abitativa – dice –. Ci sono stati problemi con una coppia che adesso non abita più lì. Quell’appartamento è vuoto. Negli altri due ci sono una persona sola e nell’altro una famiglia su cui avevamo una segnalazione per gli odori del mangiare e nient’altro. L’ultima verifica dei servizi sociali è di una decina di giorni fa ed è tutto in regola». —

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