Sicurezza
Norme troppo rigide saltano diverse feste Franchi scrive a Salvini
«Ok la sicurezza ma vincoli e costi esosi per piccoli eventi» Chiesta un’interpretazione delle circolari ministeriali
ROSIGNANO. Si è messo alla tastiera del pc ed ha fatto quello che aveva fatto due giorni prima il collega cecinese Samuele Lippi, una lettera al ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ma in comune Alessandro Franchi e il primo cittadino di Cecina hanno solo questo. Perché le richieste sono assai diverse. Se Lippi chiedeva di sbloccare la vicenda videororveglianza per la sicurezza cittadina, Franchi chiede a Salvini di rivedere le norme “troppo rigide” per l’organizzazione di feste ed eventi estivi. Una lettera in cui il sindaco di Rosignano “condivide la necessità di garantire la sicurezza, ma anche di tutelare gli organizzatori locali, che stanno riscontrando difficoltà nell’attuazione dei piani obbligatori, e favorire la realizzazione di manifestazioni estive sul territorio”.
Franchi infatti segnala “la necessità di una maggiore gradualità nell'individuazione di provvedimenti di safety necessari per i vari tipi di iniziative, in modo da non costringere gli organizzatori dei piccoli eventi a mettere in campo le stesse misure previste per gli eventi maggiori”, che richiedono piani di sicurezza complessi. Il sindaco sollecita “la possibilità di fornire in tempi brevi un’interpretazione delle circolari che consenta di realizzare alcune iniziative estive che altrimenti rischiano di essere annullate”. Il sindaco evidenzia che le circolari “non sono sempre adattabili alla grande varietà di manifestazioni pubbliche svolte da associazioni di volontariato, parrocchie, associazioni culturali e di categoria” e chiede “una sintesi tra l’imprescindibile esigenza di sicurezza e la non meno importante libertà di iniziativa culturale e ricreativa ”. Ad un anno dall’adozione delle disposizioni del Ministero dell’Interno i provvedimenti di tutela della sicurezza attuati dal Comune “hanno consentito di prevenire i rischi”ma la loro attuazione “comporta costi aggiuntivi, non sempre congrui e sostenibili, che scoraggiano gli organizzatori degli eventi”. Quindi “pur con la consueta collaborazione e disponibilità di Prefettura e Questura – prosegue - applicare le circolari con rigore implica un impegno organizzativo ed economico che le piccole realtà associative non possono permettersi e di conseguenza una inevitabile riduzione delle iniziative di animazione, con effetti negativi sulla socialità e sull’attrazione turistica dei borghi e dei centri urbani». —
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