Il Tirreno

31 furti in 2 anni l’amaro record dei ladri negli orti Rubati attrezzi

Manolo Morandini
31 furti in 2 anni l’amaro record dei ladri negli orti Rubati attrezzi

Non c’è pace lungo il fiume Cecina e al Paduletto «Ho messo l’allarme, non ce l’ho neppure a casa» 

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cecina

Fanno trentuno. Tanti sono i furti che Franco Del Ghianda ha subito in due anni. Tiene il conto, ma da tempo ha rinunciato a sporgere denuncia. «A che servirebbe? Solo a farmi perdere del tempo». Rassegnato quanto è arrabbiato. Non c’è pace tra gli orti lungo il fiume, quelli che costeggiano il Cecina sulla sponda sinistra che dà sulla ferrovia e corre lungo via Ginori. Ma non va meglio in zona Paduletto. Terre buie e isolate, ma facili da raggiungere. Spariscono attrezzi da lavoro, sono state danneggiate recinzioni e casotti, rubati ortaggi e sfregiati alberi da frutto. Ogni ortolano racconta la stessa storia. E allarga le braccia.

Non è una questione economica. Qui i soldi non c’entrano più di tanto. A pesare è la violazione continua della proprietà. E quel senso di impotenza che viene alimentato dalla scia di episodi. Ripetuti, l’uno sulla falsa riga dell’altro. Del Ghianda è stufo. La notte del 24 giugno sono entrati nel suo orto e in quello del vicino. «Non tengo più niente nel ricovero degli attrezzi – dice –. Mi sono fatto l’idea che sia gente in cerca di materiale ferroso. Altrimenti che se ne fanno di vecchie pale e zappe? Anche perché non sembrano interessarsi al trattore tagliaerba che lascio nell’annesso».

La voce di Del Ghianda si fa coro. È sufficiente entrare in un orto e chiedere. Le ha provate di tutte Fausto Bandini. I cartelli sulla porta del suo annesso non hanno sortito il risultato sperato. “Sei proprio un cretino! ! ! La porta è aperta! ” , recita l’avviso che ha tolto di recente. «Due mesi fa ho trovato la porta sventrata e all’interno i resti di un bivacco – afferma il signor Fausto –. Si erano perfino portati il mangiare». La sua proprietà è in zona Paduletto.

«Che cosa dovrei pensare di chi si accontenta di un rotolo di carta igienica iniziato e di un contenitore di sapone liquido con due dita di prodotto? », prosegue Fausto Bandini. Nella sua conta dei sette furti in due anni ci sono però anche svariati attrezzi da lavoro. «Questo è il mio angolo di pace. Sono pensionato. Ci passo il tempo, curo l’orto e mi piace riposare al fresco della pergola». Dei cartelli, che ha fatto realizzare appositamente, ne resiste solo uno alla porta dell’annesso che invita a non rompere la porta o la finestra. «Lo scorso mese per proteggere le mie cose – conclude – mi sono deciso a installare l’impianto di allarme, non ce l’ho neppure a casa».

Qualche metro più in là, nel campo di Gianmarco Bandini c’è un buco. «Un mese fa avevo messo a dimora un piccolo albero di ciliegio – racconta –. Il giorno dopo non c’era più». Nel suo caso siamo al sesto furto. «Attrezzi, una vecchia botte di rovere, perfino un tavolo e dei cuscini», elenca. E mostra la carriola. «Devo tenerla incatenata all’annesso, questa è la quarta che compro».

Al Paduletto c’è una questione aperta. È stato permesso di frazionare il terreno in lotti di circa mille metri quadrati l’uno. Si contano già una quindicina di proprietà. Due anni fa dal Comune i nuovi proprietari si sono visti recapitare le ingiunzioni per rimuovere le recinzioni. Contestati anche alcuni passi carrabili. Non sarebbero previsti. «Sappiamo che una recinzione non è sufficiente a fermare chi è determinato a rubare, ma almeno è un deterrente – sostiene Bandini –. Avevamo proposto di eliminare quelle di ogni singola proprietà per farne una perimetrale, ma ad oggi non abbiamo avuto risposta dal Comune». —

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