Il Tirreno

Sicurezza urbana a Cecina il sindaco scrive a Salvini

di Manolo Morandini
Due agenti della municipale di Cecina impegnati nell’attività di polizia di vicinato in un centro commerciale
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Due agenti della municipale di Cecina impegnati nell’attività di polizia di vicinato in un centro commerciale

Videosorveglianza: manca l’autorizzazione ministeriale al controllo delle targhe. Dall’inquadramento della polizia locale alla gestione degli immigrati sul territorio

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CECINA. Sgombrare il campo dai proclami. Passare alla sostanza delle cose. Suona un po’ come un richiamo la lettera che il sindaco di Cecina Samuele Lippi ha scelto di inviare al ministro dell’Interno Matteo Salvini e al Prefetto di Livorno Anna Maria Manzone. Una lunga missiva, di cui ha messo a conoscenza anche i colleghi sindaco in occasione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuto il 26 giugno. In realtà è un appello a dare gambe a interventi normativi che ad oggi non hanno trovato concretezza. Il tutto parte dall’esperienza di amministratore comunale e ruota sul ruolo e i poteri riconosciuti alla polizia locale.

Non è un sindaco sceriffo Lippi. Eppure, sulla sicurezza urbana rivendica le azioni fatte nel suo mandato. Ci sono le ordinanze, l’attività dell’Osservatorio con gli incontri informativi rivolti alla cittadinanza, in collaborazione con le forze dell’ordine, e il sistema della videosorveglianza. Una rete di 45 telecamere quest’ultimo, tra il centro e le vie di accesso a Cecina, a cui entro l’autunno si aggiungeranno altri nove occhi elettronici per monitorare Collemezzano e la zona artigianale di Palazzi. Tutte telecamere in grado di leggere le targhe dei veicoli e di confrontarle pressoché in tempo reale con le cosiddette black-list delle forze dell’ordine, gli archivi per esempio di auto rubate o di proprietà di pregiudicati. Ma è un potenziale sprecato. Ad oggi l’operazione non è possibile. E il sindaco Lippi si rivolge al Prefetto affinché interceda presso il Ministro «al fine di autorizzare la lettura targhe, almeno su alcuni dei varchi nevralgici». L’auspicio è di arrivare verso l’omologazione di questi sistemi. «Una materia che pare tanto complicata, ma che in realtà potrebbe essere semplificata nell’interesse legittimo della comunità».

L’altra questione è la disparità di trattamento tra le diverse forze di polizia che vede penalizzati gli agenti della municipale. «Sempre più frequentemente gli agenti della polizia locale sono coinvolti in operazioni di ordine pubblico al fianco o a sostegno delle altre forze di polizia». Il nodo è che operano da agenti ma sono inquadrati come semplici dipendenti amministrativi. «I livelli e le qualifiche occupazionali, i trattamenti economici, previdenziali, assistenziali e infortunistici devono essere equiparati a quelli previsti per le forze di polizia dello Stato».

Il sindaco chiede anche la possibilità di fare assunzioni «che non risentano, per la specifica rilevanza degli agenti di polizia locale dei pesanti vincoli posti alle spese del personale».

La missiva chiude affrontando un altro tema caro al ministro Salvini: l’immigrazione. Lippi mette da parte l’appartenenza al Pd. Passa sopra ai toni di Salvini, più da segretario della Lega che da ministro in carica, e sceglie il confronto su un terreno costruttivo. La richiesta è di creare le condizioni affinché i sindaci possano gestire anziché essere costretti a subire l’emergenza. Auspica soluzioni che siano in grado di garantire «la tutela della speranza di una vita migliore, l’integrazione e al contempo la sicurezza pubblica». E propone la sottoscrizione di un protocollo tra Ministero, Prefettura e Sindaci per dare concreta attuazione ai progetti, previsti dal Decreto Minniti, di impiegare i migranti ospitati sul territorio in lavori socialmente utili. «Una procedura che permetterebbe a queste persone di dare un contributo fattivo alla comunità che le accoglie e che va nella direzione di una migliore integrazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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