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L’addio a Barzi con un’ode di Carducci

L’addio a Barzi con un’ode di Carducci

CECINA. Amici e colleghi di una vita anche professionale hanno reso ieri mattina in duomo l’ultimo saluto all’avvocato Mazzino Barzi. A celebrare la messa, don Reno Pisaneschi, che da parroco vicino...

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CECINA. Amici e colleghi di una vita anche professionale hanno reso ieri mattina in duomo l’ultimo saluto all’avvocato Mazzino Barzi. A celebrare la messa, don Reno Pisaneschi, che da parroco vicino alla gente ha ricordato «quanto studiasse per capire cosa c’era da difendere», sottolineandone così la preparazione e la capacità di interpretare i fatti. «Ti affidiamo all’amore del Padre», ha proseguito l’anziano sacerdote analizzando poi i testi sacri. Alcuni significativi passi sono stati letti dal governatore della Misericordia di Cecina, Paolo Giglioli.

Barzi, molto conosciuto in città, aveva festeggiato 50 anni di professione forense nel febbraio scorso. Nello studio di piazza Carducci hanno svolto la pratica decine di laureati in legge, tra questi Davide Lera, oggi avvocato. Il quale ha ricordato come Mazzino fosse lettore appassionato. «È stato un grande maestro – ha detto – sempre disponibile e saggio, e non solo per la mia generazione. Era un secondo babbo. Negli ultimi tempi si soffermava sulle poesie di Giosuè Carducci, in particolare “Il canto dell’amore”, forse perché si riferiva all’amore universale».

L’avvocato Barzi, la cui attività è proseguita dalla figlia Caterina, è stato patrocinante in Cassazione e vicepretore, oltre che candidato alla Camera dei deputati per la Democrazia cristiana. A chi lo incontrava nel vicolo della chiesa, rispondeva sempre con garbo e piacere. Agli amici dedicava tempo e, se il caso lo richiedeva, dava consigli legati non soltanto al diritto penale e civile, le sue materie. Malato da tempo, è morto domenica sera in ospedale. Ad accompagnare la salma al cimitero, dov’è stata tumulata, l’impresa funebre Frongillo.

Michele Falorni

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