Italia
In visita alle tombe dei cari trova i due loculi svuotati
Cecina, Nadia Giorgi: Le lapidi sono state demolite e le foto porcellanate buttate via. Protesta contro il Comune di Cecina e la burocrazia sorda al dolore dei parenti
CECINA. Costretti a lasciare il luogo dell’eterno riposo. Uno sfratto in piena regola. Con modalità a detta di Nadia Giorgi tutt’altro che civili e rispettose. «Sono stata educata a far visita alla tomba dei propri cari, per non dimenticarli – dice –. Sabato 23 giugno sono arrivata al cimitero, ma i miei cari non c’erano più. C’erano i loculi vuoti». Sloggiati i resti del nonno paterno Gino e di suo figlio Giorgio, caduti a 40 e 14 anni sotto le bombe il 4 giugno 1944.
Nadia Giorgi si è trovata di fronte al fatto compiuto. E alla richiesta di recuperare le foto dei suoi cari si è sentita rispondere: «Le lapidi sono state demolite e le foto porcellanate buttate via». Contesta le modalità dell’operazione. «Ho scoperto nell’ufficio del cimitero che il Comune ha il diritto di non apporre uno specifico avviso quando decide di togliere i defunti dai loro loculi – prosegue –. Mi hanno spiegato che la cittadinanza viene informata tramite affissione all’Albo pretorio o in bacheca presso lo stesso cimitero. Il diritto all’informazione consiste quindi nell’essere tempestivi e andare a scovarla, immaginando la progettualità dei vari uffici».
Al cimitero di Cecina la signora Nadia aveva fatto visita alle tombe dei familiari giusto pochi giorni prima, il 18 giugno. «Vivo a Pisa da molti anni ma qui ho la casa ereditata dai miei genitori e tutti i fine settimana vengo a Cecina».
L’emergenza loculi da anni a Cecina viene affrontata con l’estumulazione forzosa, disposta con tanto di ordinanza. La normativa prevede che in caso di una grave insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno, e se non è possibile procedere a un ampliamento, le concessioni rilasciate prima del 21 ottobre 1975 possono essere revocate quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione.
Sull’episodio Giorgi è pronta a farsi sentire in Comune. «È accaduto di sabato, quando i dirigenti e il sindaco non sono rintracciabili. Dovrò aspettare qualche altro giorno per denunciare questi metodi irrispettosi, connotati da un serpeggiante abuso di potere». E sottolinea: «Da molti anni non risiedo più a Cecina. Eppure mi rintracciano sempre facilmente per inviare le cartelle dei tributi ben maggiorate risultando proprietaria di seconda casa. Quanta celerità per avere il dovuto! Quanta disattenzione e quanto non rispetto delle persone!». E conclude: «Da un lato si tappezza Cecina con grandi immagini per non dimenticare gli uomini vittime della guerra. In piazza Guerrazzi la foto ricorda la Liberazione. Fra quei giovani c’è anche mio padre Mario, nemmeno 25 giorni dopo aver perso suo padre e il fratello, sì proprio quelli che irrispettosamente non ho più trovato al cimitero».
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