Il Tirreno

Norme rigide, a rischio gli eventi estivi

di Silvia Quaglierini
Norme rigide, a rischio gli eventi estivi

L’allarme dei presidenti Pro Loco: «Richieste assurde per la sicurezza, che però non si applicano ai mercati settimanali»

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VADA. «Non ne possiamo più di burocrazia e di norme assurde». A parlare sono Roberto Creatini e Giorgia Barna Nati, presidenti rispettivamente della Pro Loco Vada e di Castiglioncello, costretti prorpio dalla burocrazia a rinunciare ad organizzare alcuni eventi previsti per l’estate «perché non più sostenibili economicamente».

Il tema torna ad essere caldo, anche perché ci stiamo avvicinando al periodo clou delle principali manifestazioni estive. E i nuovi provvedimenti in materia di sicurezza in occasione di manifestazioni all’aperto non risparmiano nessuno, dai grandi eventi alle piccole feste di paese, ai mercatini dell’artigianato.

«Il problema principale non sono le manifestazioni di punta, ma i piccoli eventi di intrattenimento o i mercatini artigianali – dice Creatini - Secondo le nuove normative, anche per organizzare una serata di piano bar o una tombola in piazza dovremmo prevedere un sistema di sicurezza antincendio calcolato sulla capienza massima della piazza, ovvero su un’affluenza di 750 persone, garantendo quindi la presenza di almeno tre vigilanti antincendio, con brevetto di rischio alto, per tutta la durata dell'evento, indipendentemente dal tipo di manifestazione». Tra l’altro eventuali responsabilità sulla non osservanza degli obblighi sono per lo più penali, quindi in capo ai presidenti delle associazioni che organizzano le manifestazioni. Ma i presidenti delle due Pro Loco non ci stanno, e sottolineano come debba essere trovato il modo di stemperare l’applicazione delle normative in occasione di iniziative “minori”. «È ridicolo – aggiungono i due presidenti delle associazioni turistiche - che per i mercatini sia necessaria la presenza continua di almeno tre vigilanti professionisti per le norme antincendio». Incaricare questo tipo di personale, anche solo per alcune ore, implica una spesa elevata, soprattutto per associazioni come sono le Pro Loco. «Considerato che è molto difficile trovare addetti con brevetto di rischio alto - prosegue Creatini -, e che hanno un costo di almeno 20 euro all’ora, organizzare un piccolo mercatino con pochi banchi ci costerebbe almeno 300 euro al giorno».

«Il problema della sicurezza – aggiungono i due – è certamente importante ma simili eccessi non sono giustificati». Il rischio è quindi che numerosi eventi e iniziative che per i prossimi mesi estivi sono in programma a Vada e Castiglioncello non vengano svolti perché i costi non sono sostenibili per le associazioni, stritolate da regole e direttive sottoposte a mille interpretazioni. «La cosa singolare - conclude Creatini - è che tutte queste regole sulla sicurezza non vengono applicate ai mercati settimanali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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