Sicurezza
«In questo modo la pesca sparirà»
Mirko Ulivieri: «Ho cominciato negli anni Ottanta, non ci possono lasciare soli»
CASTIGLIONCELLO. «Ho messo in vendita la barca, perché in queste condizioni è impossibile andare avanti. Tenerla a Vada significa uscire meno a pesca, per una serie di grossi problemi al fondale, ed essere lontani dai clienti abituali». A parlare è Mirko Ulivieri, storico pescatore di Castiglioncello. Ha cominciato ad andare per mare oltre 35 anni fa, quando i pescatori tra Rosignano e Castiglioncello erano una quindicina. E non ha mai smesso. Anzi, ha rilevato il magazzino di Caletta che era stato del mitico pescatore Ivano Simoncini, detto il “Pipi”, luogo cult per residenti e turisti. «Ho preso a pescare all’inizio degli anni Ottanta - ricorda - e la barca l’ho tenuta ormeggiata davanti al Circolo Nautico di Castiglioncello. Erano altri tempi, eravamo tanti pescatori e ci davamo una mano. Oltretutto allora era facile trovare qualcuno che ti potesse dare una mano a prendere il largo. Poi qualcuno è morto e tanti hanno smesso di pescare». Così Ulivieri e gli altri tre si sono ritrovati soli. «E siamo andati alle banchine del porto - spiega - intorno al 2007. Se non ci aiutano e il nostro lavoro viene azzerato non ci sarà più un pescatore nella zona». Una costa dove invece la pesca è sempre stata una attività importante e caratteristica. Ecco che Ulivieri e colleghi chiedono l’intervento del Comune.(a.c.)
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