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In Spagna tra cucine e musei

In Spagna tra cucine e musei

I ragazzi dell’Alberghiero raccontano l’esperienza a Salamanca 

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ROSIGNANO. Raccontano la loro “avventura spagnola” con entusiasmo e riconoscenza. I ragazzi dell’istituto alberghiero vogliono ricordare una esperienza che li ha ricordano una esperienza c

«A novembre - scrivono - le nostre "idealiste" professoresse di spagnolo sono entrate in classe dicendoci che saremmo andati in Spagna. Ci hanno parlatoo di stage linguistico, progetto pilota per la nostra scuola, opportunità non comune di unire lingua, didattica, stage lavorativo e, perché no, vacanza in un tutt'uno che ci avrebbe fatti sentire pionieri di un'avventura da riproporre come ulteriore offerta formativa della Scuola per gli anni futuri. Abbiamo avuto fiducia in loro e in 23, tutti alunni del triennio, siamo partiti una mattina di maggio per conoscere dal vero il Paese del quale studiavamo la lingua e praticarla direttamente, senza intermediari facilitatori, cioè le nostre docenti». I ragazzi ricordano «la piccola, bellissima e freddissima città di Ávila è stata la nostra porta d'ingresso nel territorio. A Salamanca siamo stati accolti dal direttore del centro didattico Dice che ha organizzato lo stage, ci ha supportato e "sopportato". Abbiamo visitato la città e una scuola professionale alberghiera nella quale abbiamo cucinato, suddivisi per squadra e con una sana e tranquilla competizione, alcuni piatti tipici come la paella e la tortilla di patate e ci siamo sottoposti al giudizio finale del cuoco sul piatto meglio riuscito». E ancora, i ragazzi dell’Alberghiero ricordano «una divertente e molto partecipata lezione di ballo e alla fine abbiamo visitato il Museo del commercio, nel quale un'ottima guida ha invitato 15 tra noi a vestirsi con abiti del tempo per recitare/leggere alcune scene di vita vera e illustrare le varie fasi dell'evoluzione del commercio in città. Nei panni di venditori e altri personaggi non abbiamo sentito la fatica di una possibile visita noiosa, uscendo dal museo molto divertiti. Con noi anche un compagno con disabilità che ha partecipato con molto entusiasmo al viaggio, prendendo parte alle attività. Insomma una iniziativa perfetta, anche come esempio di integrazione».

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