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Ricordi a passo di danza dal Paradisino a Talani
SAN VINCENZO. L’onda dei ricordi. L’eco del mare e delle estati dal tempo sospeso. La magia della scoperta. Le avventure e il fascino di uno spazio che non c’è più. Oggi Il Paradisino è un’altra cosa....
SAN VINCENZO. L’onda dei ricordi. L’eco del mare e delle estati dal tempo sospeso. La magia della scoperta. Le avventure e il fascino di uno spazio che non c’è più. Oggi Il Paradisino è un’altra cosa. Lo sottolineano le parole di Fabio Camerini che legge brani del suo libro in cui ne ripercorre la storia. Parte da qui “Mi ricordo... sì, mi ricordo” lo spettacolo per la regia di Giorgia Macchi. La coreografa incastra il saper fare di decine allievi di tutte le età, i più piccoli anno 4 anni, in tessere di un racconto carico di suggestioni. Doveva essere il saggio di fine anno dell’Associazione culturale Le Crisalidi e Fuoriasse danza studio. Invece, è qualcosa di più. A cominciare dall’omaggio all’arte del maestro Giampaolo Talani.
C’è il ricordo del pittore, che si è arreso a un male incurabile il 16 gennaio. Riecheggia la sua poetica nei brani letti da Alessandro Serasini, in cui le costanti per spiegare la vita sono il vento e il mare. Ci sono i simboli della sua pittura evocati sul palco. Ed è un alternarsi a un racconto di estati lontane. Dal rito del juke box alla figura del bagnino. Ma anche il mare nelle diverse stagioni. La sua forza. Il salmastro. I gabbiani e perfino le immancabili zanzare che al Paradisino, stabilimento balneare di giorno e sala da ballo alla sera, facevano dannare.
È vero, nella platea gremita del teatro Verdi siedono per lo più genitori e nonni. Si aspettano di vedere figli e nipoti sul palco. Eppure, nel pomeriggio del 2 giugno, Macchi riesce a catturare l’attenzione. Tutti hanno un ruolo e sono parte di un racconto che oscilla sulla linea di battigia. Ricordi, emozioni e orizzonti. Quelli che solo l’arte riesce ad evocare. Unendo la musica alla danza, da quella moderna alla classica, a chi si lascia trasportare torna a rivivere i riti estivi del Paradisino che fu. E quel mare sembra di respirarlo. Ad evocarlo ci sono anche le parole. In platea soffia un forte vento di mare.(m.m.)
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