Il Tirreno

«Alloggio sporco». Finisce al pronto soccorso

«Alloggio sporco». Finisce al pronto soccorso

Bolle sul corpo. L’assessore: «Non voleva la roulotte, le abbiamo trovato casa con un’agenzia»

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CECINA. Sventola il foglio di dimissioni dal pronto soccorso dell’ospedale di Cecina. Cinque giorni di prognosi, cura a base di antistaminico e l’invito a sanificare l’ambiente di casa e lavare gli indumenti ad alta temperatura. La causa? A detta della signora Anna Rita Palazzolo all’origine dell’eruzione cutanea pruriginosa che l’ha colpita ci sono le condizioni dell’alloggio messo a disposizione dal Comune di Cecina per far fronte alla sua condizione di emergenza abitativa.

Sono le ore 23 del 4 giugno quando la signora viene visitata al pronto soccorso, dove arriva su invito della guardia medica. «Il 15 maggio io e mio figlio dovevamo lasciare l’appartamento assegnatoci tramite l’emergenza abitativa», dice Palazzolo. Che prosegue: «L’assessore Burgalassi mi comunicava al telefono che dovevamo trasferirci tempestivamente a Marina di Cecina, in un altro alloggio. Ma restituendo le chiavi del vecchio per due notti ci siamo ritrovati per strada». E così descrive il nuovo appartamento: «Si trovava in pessime condizioni igieniche, materassi a terra con macchie d’urina, peli di cane e bruciature di sigaretta. Nella camera di mio figlio non c’è neppure l’elettricità».

Che è accaduto? «Dopo tre notti che ho dormito in quel materasso il mio corpo si è riempito di bolle. E ho iniziato ad avere prurito». Dall’1 giugno segnala il disagio in Comune. Il passo successivo dopo il pronto soccorso è bussare al commissariato di Cecina. «Ho fatto presente il mio caso – dice –. E sono determinata a presentare una querela».

«La signora è assegnataria di uno dei sette alloggi popolari in via della Magona – dice l’assessore Lia Burgalassi –. Appartamenti che dovrebbero essere consegnati nell’arco di alcune settimane». Che aggiunge: «Dal 30 aprile del 2015 è in carico al Comune che ha provveduto a darle una sistemazione tramite l’emergenza abitativa, in un residence durante l’anno con il trasferimento nei mesi estivi in roulotte all’interno di un campeggio. Quest’anno si è rifiutata di trasferirsi in roulotte e le abbiamo trovato la disponibilità di un alloggio in locazione, tramite un’agenzia immobiliare. Il Comune si è limitato a fare il contratto di locazione e a verificare che fosse un alloggio adeguato per ospitare 2 persone». (m.m.)

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