Il Tirreno

Ex Zuccherificio, ridurre i volumi

di Manolo Morandini

Cecina, la proprietà avanza la richiesta di una variante al piano di recupero congelato da anni di crisi

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CECINA. Un sussulto dall’ex Zuccherificio. La proprietà della grande lottizzazione incompiuta, la Aulo Cecina Srl torna a bussare in municipio. Nel generale silenzio è il titolo della determina 529 del 25 maggio del settore Semplificazione amministrativa del Comune di Cecina a indicare la traiettoria: “Variante al piano di recupero comparto B 3 E Zuccherificio”. Sul tavolo c’è il documento preliminare ambientale, predisposto dalla proprietà. Dovrà essere esaminato per la verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategia e stando ai termini della legge regionale ai tecnici che compongono il Nucleo unico di valutazione sono dati 30 giorni per esprimere il parere.

Si va verso una riconsiderazione della maxi lottizzazione. Strada obbligata, dopo anni di stop dei lavori. Oltre 120.000 metri quadrati di costruzioni, la metà dei quali riservati ad abitazioni, 250 case per un migliaio di residenti. E inoltre un nuovo teatro comunale, un museo, un albergo e un residence. Una cittadella nell’ex area industriale dismessa alla fine degli anni Ottanta. Ma a questo punto il progetto di recupero è un sogno, partorito nell’ultimo decennio del secolo scorso, quando ancora non si parlava di crisi, diventato piano di recupero nel 2005 e avviato due anni dopo.

Di tutto quel progetto a oggi l’unica parte realizzata è la porzione destinata a immobili privati lungo via Ginori, a fianco del sito archeologico di villa San Vincenzino. Dall’avvio dei lavori a fine 2008 a oggi, oltre a una bonifica dell’area dove si lavoravano le barbabietole, è stato realizzato (per il 75%) solo il primo lotto, corrispondente al primo blocco che prevedeva 79 appartamenti.

La convenzione del 2005 impegnava la proprietà, la Aulo Cecina Spa, a chiudere i lavori dopo 10 anni dal ritiro delle concessioni edilizie e nel frattempo a consegnare al Comune l’ex fabbrica (l’immobile centrale) restaurata. Le concessioni sono state ritirate a fine 2006 e da allora è scattato il conto alla rovescia. La convenzione ha beneficiato di una proroga di 3 anni per affetto del decreto Sblocca Italia. Tempo di cui è rimasta una manciata di mesi. Già nel 2016 il Comune di Cecina aveva avviato l’escussione della fideiussione che vale 4,2 milioni di euro a garanzia delle opere pubbliche. Un atto dovuto poiché l’intenzione dell’amministrazione comunale è da sempre stata quella di mettersi a un tavolo per ridiscutere nel suo complesso l’intervento. Salvo novità la Aulo Cecina non è più nelle condizioni di sostenere l’intervento. E tutto fa pensare che la variante darà una sforbiciata alle previsioni riducendo le pretese del pubblico al pari dei volumi in capo al privato.

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