La manifestazione
Caso omofobia, Lega contro Pd e Arcigay
I giovani del Carroccio tornano all’attacco «Noi difendiamo i bambini e gli indifesi»
CECINA. Lo scontro sull’omofobia diventa battaglia politica. Nel mirino ancora una volta il sindaco di Cecina, Samuele Lippi, bersaglio del primo attacco dei giovani della Lega per aver sostenuto il flash mob contro l’omofobia. Attacco che ha scatenato l’indignazione e il sostegno al sindaco da parte di associazioni e partiti della sinistra. Il Movimento giovani del Carroccio, con una nota di Chiara Franchi, interviene di nuovo replicando a Pd e Arcigay. «Lippi promuove chi vuole la mercificazione del corpo della donna e la negazione dei diritti dei bambini», scrivono i giovani leghisti. E ancora: «I detentori esclusivi della giustizia e della libertà di Cecina, ovvero Arcigay, amministrazione Pd, sindaco Lippi e Giovani democratici hanno deciso di controbattere all'unisono le perplessità espresse nel nostro ultimo comunicato riguardo al patrocinio pubblico concesso a nome della cittadinanza dal sindaco al balletto arrangiato contro l'omo-bi-transfobia da chi sotto questa nominalmente giusta battaglia nasconde in realtà l'obiettivo, a margine dichiarato, di togliere ai bambini il diritto ad avere un babbo e una mamma». Ma «nessuno di questi paladini e detentori di brevetto di libertà e giustizia (perché loro hanno fatto la Resistenza, con la tessera dell'Anpi in tasca) abbia avuto la premura di rispondere alla nostra domanda, ovvero se esista o meno una violenza di tipo A e una di tipo B e se la libertà dell’Arcigay di esprimere idee valga più della libertà di esprimersi per chi ritiene che il bene dei bambini venga prima dei capricci degli adulti». Secondo i leghisti «il programma ArciGay non è quello di condannare la violenza, ma piuttosto di inculcare nella testa delle persone la concezione per cui anche solo prendere posizioni di difesa rispetto alla famiglia naturale mamma e papà sarebbe di fatto gravemente offensivo e lesivo della sensibilità di alcuni soggetti». Secondo i giovani leghisti si «vuole impedire la libertà di pensiero». Sindaco e amministrazione «sono chiaramente in piena sintonia con queste prese di posizione, come del resto fu attestato nella scorsa legislatura quando la maggioranza bocciò la proposta del consigliere Gasperini di specificare in un documento che per omofobia non si intendevano le libere espressioni di posizioni più tradizionali sulla famiglia formata da uomo e donna e sui diritti dei bambini. ArciGay sostiene l'utero in affitto e quindi la compravendita dei bambini prodotti per interposta donna». I leghisti parlano di «promozione dello schiavismo e della mercificazione del corpo della donna, di fronte al quale rivendichiamo il diritto politico di pensare e dire che il sindaco collabori alla distruzione della dignità umana, in particolare della donna e della sua capacità materna. Che lancino campagne social, noi continueremo ad essere dalla parte dei più indifesi e continueremo a dire che è una vergogna che Lippi si preoccupi di patrocinare continuamente i salotti omosessuali di Cecina in cui si inneggia alla compravendita di bambini attraverso GPA e alla negazione della dignità delle donne e dei bambini».
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