Sicurezza
Omofobia, l’Arcigay lancia #BaciamiaCecina
Mazzinghi: campagna social in risposta all’attacco della Lega al sindaco Lippi «L’invito è rivolto a etero e gay, per dimostrare che non siamo al Medioevo»
CECINA. La risposta è una campagna social dal titolo esplicito: #BaciamiaCecina. Così Arcigay risponde alle polemiche sul flash mob contro l’omofobia innescate dai giovani leghisti, che hanno attaccato il sindaco Samuele Lippi per aver autorizzato la manifestazione definendolo l’alfiere della “distruzione della famiglia tradizionale”. Accuse che Lippi ha rinviato al mittente sostenendo che sempre difenderà i diritti di tutti. E al suo fianco si sono schierati consiglieri comunali e rappresentanti dei partiti della sinistra. Il Comitato provinciale Arcigay di Livorno interviene attraverso il suo presidente, il cecinese Luca Mazzinghi, che è anche consigliere nazionale dell’associazione, il quale lancia la campagna social invitando chiunque «a baciare chi preferisce», uomini, donne, amici, figli... «Contro una situazione sempre più opprimente che si respira a Cecina - dice Mazzinghi -, una cittadina dove due uomini o due donne non possono andare liberamente mano per la mano o baciarsi teneramente davanti a un tramonto sulla spiaggia senza essere additati pubblicamente come “frocio, finocchio, ecc.” lanciamo una campagna social che vede protagonisti tutte e tutti i cecinesi, dove chiunque può postare sui principali social una foto di un bacio realizzata con la persona che più ama». Perché «se è omofoba non è famiglia!», esclama Mazzinghi, il quale manifesta «grande solidarietà al sindaco Lippi per lo sguaiato e volgare attacco degli ultimi giorni. I nuovi fascisti vogliono intimidire chi rivendica festosamente i propri diritti, senza ledere nessuno dei diritti altrui. Chi intende riportarci decenni indietro, ad epoca in cui le persone omosessuali dovevano nascondersi, va contro la storia e la civiltà, come da sempre fanno le destre e i fascismi vecchi e nuovi».
Contro «i guastafeste che vogliono un mondo grigio e uniforme, noi lo vogliamo pieno di allegria, musica e colori», aggiunge Mazzinghi. Il quale ricorda che per il 17 maggio, Giornata mondiale contro l’omotransbifobia, Arcigay si è soffermata «su un particolare aspetto di questo fenomeno. Il nostro comitato livornese ha raccolto numerose richieste d’aiuto, molto diverse tra loro: le più ricorrenti sono quelle di adolescenti, neo maggiorenni e giovani che vivono un clima di oppressione, disprezzo, violenza psicologica e fisica nei contesti familiari. Bisogna ricordare che le recenti conquiste per la comunità LGBTI sono state accompagnate dalla radicalizzazione del dibattito pubblico, attraversato da campagne molto violente, che puntavano proprio sulla famiglia. Chi ha lanciato slogan come “difendiamo i nostri figli” per censurare contenuti e rappresentazioni del mondo LGBTI ha esposto molti figli e figlie allo smarrimento delle famiglie, che in numerosi casi si è trasformato in disprezzo».
«E infine – conclude Mazzinghi – vogliamo ricordare le 119 violenze nel 2017, censite, sulle persone della comunità LGBTI, di cui 4 omicidi, per non dimenticare il triste primato dell’Italia, che ci vede in testa alla classifica dei paesi con più violenze su persone transessuali in Europa. In virtù di ciò, chiediamo al Movimento Giovani Toscani – Cecina, possiamo considerare ancora libertà d’espressione ideologie che portano alla violenza?»
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