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Imposta di soggiorno, le spese criticate dall’opposizione

Imposta di soggiorno, le spese criticate dall’opposizione

Il gruppo Insieme per Castagneto analizza l’impiego dei 540.000 euro incassati dal Comune nel 2017 «Un quarto di quei soldi è destinato a impieghi discutibili e in smaccata violazione della normativa»

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CASTAGNETO CARDUCCI. Spulciano il rendiconto 2017 dell’imposta di soggiorno i consiglieri del gruppo d’opposizione Insieme per Castagneto. «Sarebbe lecito aspettarsi un utilizzo intelligente di tale afflusso di denaro, a sostegno dello sviluppo turistico del territorio e delle sue strutture recettive, come previsto dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 del 2011 – affermano –. Invece non è assolutamente così. L’amministrazione guidata dalla sindaca Sandra Scarpellini ha destinato circa il 25% dei 540.000 euro raccolti a interventi di altra natura, in molti casi discutibili e comunque in smaccata violazione della normativa».

I consiglieri Silvia Menicagli e Benito Gragnoli mettono in fila le cifre. «Ben 45.550,11 euro, per esempio, sono stati spesi per la manutenzione di strade e, cioè, per interventi senza alcuna specifica vocazione turistica che, pertanto, dovrebbero rientrare nel bilancio ordinario di un ente comunale. Lo stesso vale per i 15.977,08 euro investiti per la manutenzione e prevenzione allagamenti della viabilità a Donoratico e, ancora, per i 13.665,20 euro stanziati per l’adeguamento degli impianti fotovoltaico e idraulico delle scuole comunali». Ed ancora, una parte dei fondi raccolti con la tassa di soggiorno è stata spesa «addirittura per la demolizione di una pensilina autobus in località le Macchiole, intervento certamente estraneo a qualsiasi finalità turistica, che non sia quella di promuovere tra i visitatori il ricordo di una bella insolazione. A tali spese se ne aggiungono poi molte altre di minore importo ma altrettanto estranee a qualsiasi fine turistico».

Per i consiglieri d’opposizione «l’impressione è quella di un Comune che cerchi di sopperire ai propri buchi di bilancio con una tassa, quella di soggiorno, che dovrebbe avere tutt’altro impiego. Tassa, comunque, il cui introito, per quanto cospicuo, non può certo rimediare, anche volendo, alla generale condizione di degrado in cui versa il territorio comunale e che trova causa nella grave mala gestione dell’amministrazione Scarpellini. Al riguardo, balza agli occhi il contrasto tra i 55.159,22 euro destinati alla manutenzione aree verdi e la condizione di molte aree a Donoratico, prima tra tutte quella adiacente alle scuole medie, dove le erbacce superano abbondantemente il ginocchio o, ancora, quella tra i 3.050 euro investiti nella sistemazione del piazzale Belvedere e, invece, l’indecoroso stato di abbandono in cui lo stesso versa».

Insieme per Castagneto sottolinea che da quest’anno «il Comune di Castagneto è l’unico della Costa degli Etruschi, con quello di Bibbona, a pretendere il pagamento della tassa di soggiorno anche per le locazioni turistiche e, cioè, da quei turisti che affittano, anche per periodi più lunghi, appartamenti vicino al mare. L’importo da pagare per una famiglia che decidesse di soggiornare presso le nostre spiagge per un intero mese può facilmente superare, com’è di facile calcolo, i 150 euro, il che non può che suggerire di dirigersi altrove. Peraltro, la tassazione sulle locazioni turistiche impone alle agenzie immobiliari il ruolo di sostituto d’imposta che non dovrebbe di certo competere loro ed al quale, in effetti, non possono efficientemente adempiere, non conoscendo ne potendo conoscere il numero esatto delle persone soggiornanti nelle abitazioni affittate». E concludono Menicagli e Gragnoli: «Anche per quest’ultima ragione, infatti, il Comune di San Vincenzo ha deciso di non richiedere la tassa di soggiorno sulle locazioni turistiche in attesa di un intervento ministeriale chiarificatore».

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