Sicurezza
La Cipriana si rinnova e punta a 50mila bottiglie
Un investimento di 200mila euro per il restyling della cantina di Laura Fabiani una delle prime della Doc Bolgheri. 8 ettari di vigneti e richieste in crescita
BOLGHERI . Un investimento di 200.000 euro, per rinnovare la cantina, un restyling e il potenziamento con l’introduzione di nuovi tini in cemento. La produzione è fissata sulle 35.000 bottiglie, per 8 ettari vitati, ma l’idea è di raggiungere le 50.000, con nuovi terreni. Perché la richiesta di Bolgheri Doc sul mercato è in costante aumento.
Siamo all’azienda agricola La Cipriana, una delle più storiche e piccole realtà artigiane di Bolgheri. La cantina è diretta da Laura Fabiani, bergamasca trapiantata a Castagneto. Una scelta quella di produrre vino operata prima dal nonno, che era nato a Piombino, ma poi trasferitosi e sposatosi a Bergamo e poi continuata dal padre e dallo zio. «Abbiamo deciso che era l’ora di investire – spiega Laura – prima in cantina e nei vigneti e poi anche nell’immagine. Infatti abbiamo creato anche le nuove etichette per tutta la linea. Ora sono più snelle e d’impatto. Le ha realizzate il pittore castagnetano Andrea Carciola».
Il casolare coi terreni fu acquistato nel ’75, era di proprietà del conte Gaddo della Gherardesca, prima vi erano per la maggioranza pescheti e vigne di Sangiovese, Trebbiano, Malvasia e Cabernet Sauvignon. Fino a 10 anni fa vi era anche un’esemplare di vigneto allevato a pergola. È la terza nata nella zona, la prima bottiglia di San Martino risale al 1978. I Fabiani possiedono anche una grande azienda di allevamento di bestiame, nel Nord, dove contano più di mille capi, e producono carne e latte. L’azienda bergamasca porta lo stesso nome di quella del vino a Bolgheri. Un legame affettivo quasi scaramantico. «Nel periodo austroungarico – racconta Laura Fabiani – la Cipriana era una foresteria e il nome si è mantenuto in tutta la nostra tradizione aziendale. Persino la sede dell’azienda è in via Cascina Cipriana». L’enologo è Tiziano Vistalli.
Oggi a Castagneto accanto alla produzione vitivinicola vi è un agriturismo con 11 camere, una suite e un appartamento. E da quest’anno un ristorante che fa piatti della tradizione aperto anche agli esterni. Tra le etichette principali il Vermentino Paguro, Cipriana Bolgheri rosso, Vigna Scopaio (cabernet sauvignon in purezza), San Martino, il Bolgheri superiore e Lunatico, l’Aleatico passito.
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