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Pubblica illuminazione dubbi sulla concessione

Pubblica illuminazione dubbi sulla concessione

A Castagneto il consigliere di minoranza Benito Gragnoli critica  «la mancanza di confronto» e punta il dito sulla società scelta dal Comune «

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CASTAGNETO CARDUCCI. È del 15 maggio scorso la delibera con la quale il Comune di Castagneto Carducci affida la concessione per la gestione del servizio degli impianti di pubblica illuminazione e dei lavori di riqualificazione ed efficientamento energetico alla Engie Servizi Spa. «La delibera, che ha avuto una gestazione interna alla giunta di almeno due anni, è arrivata, come ormai spesso avviene, senza alcun confronto con le opposizioni: inserendola all’ordine del giorno solo all’ultimo, con la documentazione d’appoggio che è stata aperta al consiglio comunale solo il giorno stesso della votazione». È quanto sottolinea Benito Gragnoli a nome del gruppo di minoranza Insieme per Castagneto.

La concessione, in base al progetto di gestione, avrà una durata di 12 anni e al netto dell’Iva prevede un importo totale di 3.043.164 euro che il Comune corrisponderà alla società in rate annuali di 253. 597 euro.

Gragnoli punta il dito anche su ciò che si porta dietro la società. «Le prime notizie della Engie Servizi Spa, o Cofely Italia Spa come si chiamava sino a qualche mese fa, risalgono al marzo 2017 quando la è finita coinvolta nell’indagine della procura di Roma su un ramificato giro di false fatturazioni – dice l’esponente dell’opposizione –. Secondo l’accusa la società le utilizzava al fine di evadere le imposte dirette e indirette. Per gli investigatori il giro di false fatture avrebbe riguardato l’appalto di manutenzione straordinaria dell’Ospedale San Camillo Forlanini di Roma». Che aggiunge: «La Engie o Cofely è soprattutto coinvolta in uno dei rami principali della cosiddetta maxi inchiesta Consip, in particolare in quello che concerne le modalità di aggiudicazione del lotto 10 dell’appalto Fm4. L’Amministratore delegato di Consip Luigi Marroni, infatti, ha dichiarato agli inquirenti di avere subìto pressioni da Tiziano Renzi (padre dell’ex segretario Pd) e dall’imprenditore di Scandicci Carlo Russo affinché favorisse, nella gara d’appalto riguardante il Facility management la Engie, aumentando arbitrariamente il punteggio tecnico relativo all’offerta presentata dalla società. Secondo quanto dichiarato da Marroni, Carlo Russo gli rappresentò che dietro la Engie vi erano gli interessi anche di Denis Verdini, per poi ricordargli, infine, in modo allusivo, che doveva la propria nomina ad amministratore delegato all’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi».

Insomma, «a giudicare dalle indagini in corso, la società alla quale il Comune di Castagneto si accinge ad affidare la concessione avrebbe un recente passato legato a doppio filo a interessi ai quali sarebbe facile dare nome e cognome – prosegue il consigliere del gruppo Insieme per Castagneto, Gragnoli –. E peraltro non sarebbe la prima volta se è vero che, già nel gennaio 2013, l’allora amministrazione Fabio Tinti, della quale l’attuale sindaco Sandra Scarpellini era capogruppo di maggioranza in consiglio, affidò l’intervento per la realizzazione di nuovi parcheggi nel capoluogo Castagneto alla società Sis Srl, rimasta coinvolta, nel 2010, in un’inchiesta della procura di Perugia per una trentina di casi (dei quali uno implicava anche il vicino Comune di Scarlino) di appalti truccati e bandi stipulati ad hoc. Progetto che, a fronte di un investimento di quasi due milioni di euro non ha portato, come evidente, alcun risultato e si è concluso nel 2014 per risoluzione consensuale». E conclude: «La scelta di affidare la concessione a una società come la Engie lascia preoccupati e sbigottiti. Non era possibile reperire sul mercato una società meno nota alle procure?» (m.m.)



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