Il Tirreno

Sat all’attacco di Anas per le spese legate ai lavori del Lotto 1

di Alfredo Faetti
Sat all’attacco di Anas per le spese legate ai lavori del Lotto 1

Il contenzioso riguarda la viabilità secondaria di Palazzi Oggetto un ribasso del 31% che la società non accetta  

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CECINA. A livello ufficiale i lavori sono costati sei milioni di euro. Questa la cifra indicata dall’allora delegato Sat Ruggiero Borgia nel giorno del taglio del nastro, in quella calda estate del 2011. Solo che secondo l’ispettorato di vigilanza concessioni autostradali di Anas il costo doveva essere inferiore del 31,01 per cento. A tanto ammonterebbe il ribasso della spesa legata l’affidamento dei lavori alla Pavimentai spa per la realizzazione della viabilità secondaria prevista nel tratto Rosignano Marittimo-San Pietro in Palazzi. Una differenza che ha dato vita a un contenzioso lungo sette anni e che finalmente intravede la luce in fondo al tunnel: il Tar della Toscana ha infatti fissato l’udienza nel merito al prossimo 27 febbraio.

Una vicenda di carte bollate, ma che mette sul piatto molti soldi a cui Sat, che un anno fa ha visto tramontare il progetto dell’autostrada Tirrenica e tutte le previsioni di bilancio annesse, non vuole rinunciare. Facendo due conti con le cifre a disposizione, parliamo di circa due milioni di euro. Soldi che Sat ha già speso in quanto concessionaria per conto di Anas. Ed è stata proprio quest’ultima, nell’agosto 2012, a chiedere ad Autostrada Tirrenica (Sat appunto) di applicare il ribasso del 31,01 per cento alle spese legate ai lavori. In parole povere: chiede di scalare i due milioni dalla spesa complessiva. Una determina con la quale è stato comunicato «il valore del ribasso nella misura del 31,01 per cento relativamente all’affidamento infragruppo da Sat a Pavimentai spa dei lavori per la realizzazione della viabilità secondaria del Lotto 1». Parole riportate la determina Anas e riprese nel pronunciamento del Tar arrivato all’inizio di maggio. Al documento Anas, sempre nel 2012, sono seguite nel giro di pochi giorni due note a firma del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: nella prima il dicastero ha chiesto di «procedere a rettificare le spese sostenute dalla concessionaria in funzione degli eventuali scostamenti tra i ribassi rideterminati dall’ispettorato di vigilanza concessioni autostradali»; la seconda nota invece è stata inviata per dire a Sat che «per i lavori affidati infragruppo, il ribasso d’asta da considerare ai fini regolatori è solo quello indicato dal concedente». Il riassunto di queste carte bollate possiamo così tradurlo: Anas ha detto a Sat che la spesa per realizzare la viabilità secondaria da Rosignano a San Pietro in Palazzi è inferiore a quella da lei prevista, trovando il sostegno alla sua tesi del ministero. Sat, dal canto suo, ha impugnato tutti questi documenti di fronte al tribunale amministrativo, sicura invece che la spesa per realizzare i lavori in concessione era proprio quella, dando il via al contenzioso, partito nel 2012.

In questi anni lo scenario legato alla Tirrenica è cambiato drasticamente, ma questi sei milioni sono sempre in ballo. E il nodo giuridico è arrivato al pettine il 24 aprile, quando il ricorso Sat è tornato nell’aula del Tar, il quale ha ritenuto necessario di «acquisire la documentazione utilizzata in via di istruttoria per determinare questo ribasso». Così recita il pronunciamento del tribunale, che fissa l’udienza nel merito al 27 febbraio 2019. Quasi otto anni dopo il taglio del nastro della barriera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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