Sicurezza
«In galera da innocente». E i social attaccano
Il 50enne non rilascia dichiarazioni dopo la nuova accusa. Su Facebook la gente lo insulta
ROSIGNANO. Ne avrebbe di cose da dire e la voglia di farlo certo non manca. Ma il momento è delicato per Marco Macelloni e le uniche parole che si lascia scappare sono: «Vado in galera da innocente». Ha appena chiuso una partita complicata giocata in tutti e tre i gradi di giudizio e ora si prepara per un’altra diatriba, ancora con quella ragazza che, a suo dire, «si è sempre inventata tutto».
Il 50enne lo ha detto a Le Iene quando gli sono piombate sotto casa e già lo aveva fatto dire ai suoi avvocati durante tutto il processo. La sua difesa infatti aveva chiesto l’assoluzione completa sostenendo che il fatto non sussiste. Oggi non vuole sbilanciarsi, dato il momento. La conferma della Cassazione della condanna a 4 anni e 8 mesi formulata in Appello, arrivata venti giorni fa, lo ha portato sulla strada del carcere, in cui entrerà non appena sarà terminato l’iter procedurale. «Entro da innocente», dice, e ne vorrebbe dire altre, sia nei confronti della famiglia Calderoni che lo accusa, sia nei confronti de Le Iene stesse, colpevoli, dice, di aver tagliato parti importanti della sua versione. Ma preferisce aspettare gli sviluppi della nuova inchiesta, in cui sarà difeso dall’avvocato Manfredi Potenti, mentre la giovane è assistita dall’avvocato Marco Talini. Se una verità giudiziaria è stata scritta il 10 aprile, un’altra sta per essere raccontata. Ma in attesa che i procedimenti facciano il loro corso, il servizio de Le Iene ha scatenato l’indignazione generale a Rosignano Solvay e non solo. Le immagini di Annamaria e di Macelloni hanno iniziato a rimbalzare sui profili senza sosta, raccogliendo decine di condivisioni e centinaia di commenti. Tutti, o quasi, contro il 50enne, la maggior parte dei quali impossibile riportare qua. «È davvero spaventoso vedere i luoghi della tua infanzia e giovinezza, protagonisti di una storia cosi raccapricciante. L'orco può essere ovunque e ancora più spaventoso è scoprire che viaggia indisturbato facendo la sua vita, come una persona normale», scrive Romana, mentre Michele cerca di mandare un messaggio alla ragazza. «Annamaria non ti conosco ma ti dico che non devi vergognarti di niente, sei solo la vittima di questa situazione orrenda. Il paese è con te - scrive su Facebook - Ti auguro che la vita da oggi in poi ti restituisca ciò che quella persona ti ha rubato la serenità e la fiducia in te stessa».
Barbara invece allarga lo sguardo sui gruppi social, come Sei Solvaino se: «Noi stiamo nel nostro piccolo ma in modo molto potente e mediatico condannando quest’uomo proteggendo così anche le persone più fragili». (al.f.)
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