Picnic senza auto, resta vietato il greto del fiume
Rafforzati i controlli nella zona della Steccaia Una decina le sanzioni in meno di due mesi
MONTESCUDAIO. L’abitudine è radicata. Su quel greto a ridosso del ponte della Steccaia da generazioni si va per la scampagnata del 25 Aprile o il Primo maggio. E incuranti del divieto di circolazione e accesso c’è chi vi arriva a bordo dell’auto. I controlli si sono fatti più serrati. In due mesi una decina di veicoli sorpresi nell’area vietata sono stati sanzionati con multe da 172 euro. A usare la mano pesante sono i Carabinieri forestali della stazione di Riparbella. Non solo una lotta contro gli accessi “selvaggi” sul greto del Cecina, ma anche maggiori controlli per scongiurare l’abbandono dei rifiuti. E che ce ne sia bisogno lo dimostrano la carcassa di un’auto e quel che resta di una roulotte. Entrambi segnalati a febbraio del 2017 sono ancora sul posto.
La sponda sul lato di Riparbella è da tempo inaccessibile, con il passaggio chiuso dai proprietari dei terreni confinanti con il corso del fiume. Il problema è tutto dalla parte di Montescudaio dove l’alt è affidato a un cartello ma non ci sono ostacoli al passaggio. In passato più volte si è parlato di chiudere l’accesso con una catena. Anche all’epoca dell’amministrazione guidata dal sindaco Aurelio Pellegrini. Ma non se ne fece di niente. Qui le competenze sono del Demanio e i controlli fanno capo alla Polizia provinciale di Pisa. Adesso però potrebbe essere il proprietario dei terreni a chiudere il passo. «La proprietà è stufa di trovarsi esposta a continui danni per la sosta delle auto nei filari del vigneto e l’abbandono di rifiuti», dice il vicesindaco di Montescudaio Fabrizio Landi. È lui che da febbraio dello scorso anno segue il caso della carcassa di auto e della roulotte. «Sono stati rinvenuti sotto il ponte quindi in area demaniale – dice –, non può essere il Comune a farsi carico dei costi di smaltimento». In attesa di venire a capo del rebus di competenze lo scorso marzo i relitti sono stati trascinati al di fuori dell’area di golena per evitare che una piena possa trascinarli a valle.
Le dieci sanzioni in un periodo tra l’altro in cui il meteo è stato instabile danno la dimensione dell’attrazione che esercita il greto in prossimità della diga della Steccaia, l’opera idraulica realizzata dai Medici a servizio della Magona di ferro a Cecina. Dell’originaria opera restano solo delle tracce ma il contesto continuamente rimaneggiato dal fiume è carico di suggestioni.
Dieci le sanzioni comminate dai militari in meno di due mesi ad altrettanti automobilisti che, incuranti del divieto di accesso all’area golenale, previsto dalla legge regionale 48 del 1994, sono stati “pizzicati” in zona off limits. L’abitudine è figlia della storia recente. Qui fino a novembre del 1997 ha resistito l’ultimo attraversamento a guado della provincia di Pisa. Un passaggio sfruttato per tagliare circa 8 chilometri della strada regionale 68 nel tragitto da Cecina a Volterra, nei periodi di magra del fiume. Poi tutto è cambiato. Il ponte lungo 124 metri ha reso ancora più vicini Montescudaio a Riparbella. Eppure la tentazione di avvicinarsi con l’auto alla sponda del Cecina è rimasta. Il 25 Aprile si preannuncia caldo.
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