Il Tirreno

800 ettari ceduti per le pressioni del Granduca Leopoldo

Nel libro “Il conte Guido Alberto della Gherardesca” per i tipi Bandecchi e Vivaldi, scritto da Ugolino della Gherardesca si ricorda che il 23 giugno 1852 il conte Guido Alberto firmò il contratto...

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Nel libro “Il conte Guido Alberto della Gherardesca” per i tipi Bandecchi e Vivaldi, scritto da Ugolino della Gherardesca si ricorda che il 23 giugno 1852 il conte Guido Alberto firmò il contratto definitivo per “la famosa cessione livellare alla Comunità di Castagneto delle 1500 saccate di terra coltivabile. A questo proposito ci possiamo domandare perché dal compromesso del 1848 fossero dovuti passare più di quattro anni prima di arrivare a tale firma e per quale motivo fu deciso di cedere i terreni a livello non già ai diretti interessati bensì alla Comunità con suo diritto di sublivellazione ai futuri assegnatari delle diverse preselle. È presto detto. L’anomala durata di tempo fu senz’altro dovuta alle difficoltà incontrate nella scelta dei terreni medesimi in modo da contemperare quanto più possibile le pretese dei castagnetani con i desiderata dei Gherardesca. Il contratto diretto con la Comunità fu invece voluto da Guido Alberto per passare alla Comunità stessa la gatta a pelare della scelta dei presellanti e della successiva assegnazione ad essi delle diverse preselle”. Ma anche che la cessione in livello perpetuo di 1500 saccate di terreno (circa 800 ettari) fu il risultato di una lettera del Granduca Leopoldo dell’1 aprile 1848 scritta dopo un colloquio con l’avvocato livornese Giuliano Ricci in cui sostanzialmente si ordinava la cessione delle terre. È del 3 aprile 1848 la firma del compromesso.

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