Sicurezza
Esposto dei residenti la Magona è abbandonata
Cecina, palazzi fatiscenti e pericolanti, illuminazione assente e i disagi legati al mattatoio. I condomini di via Curtatone scrivono al Comune chiedendo interventi rapidi
CECINA. «Cecina finisce alla rotonda del Lidl». La battuta racchiude il senso della lettera che da tre mesi giace in Comune senza alcuna risposta. Tra le righe viene raccontato il senso di desolazione che si respira nella zona della Magona, dove il sogno mancato di un grande recupero ha lasciato dietro di sé palazzi fatiscenti, un’illuminazione pressoché nulla e il rischio nel semplice camminare lungo la strada, dato che manca il marciapiede. Desolazione che si mescola a «odori nauseabondi» e a «lamenti di bestie condannate al macello», che si trova proprio davanti ai condomini di via Curtatone. Sono i proprietari di queste abitazioni ad aver scritto e firmato l’esposto, corredato di tutte le foto del caso, per riportare l’attenzione su questa zona dopo il fallimento della grande lottizzazione anni Novanta. Una lettera inviata al sindaco Samuele Lippi, all’assessore allo Sviluppo Sostenibile Sabrina Giannini e al comando dei vigili urbani, ma la risposta non è mai arrivata.
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«Siamo un gruppo di cittadini che vivono in zona Magona, nel condominio di villette a schiera rosa in via Curtatone e da anni siamo conviviamo con una serie di problematiche che creano disagi e malcontento. Molti sono già stati segnalati all’amministrazione ma continuano a rimanere senza soluzione». Apre così l’esposto dei residenti, che scandiscono i disagi in quattro punti precisi, tra degrado e sicurezza. Il primo riguarda il mattatoio. Qua però c’è da tener conto che la struttura è arrivata ben prima delle abitazioni che oggi la circondano. Sono già due anni che si discute di spostarla altrove (l’idea è in via Emilia) ma il traguardo sembra ancora lontano. «So che il progetto sta andando avanti, ma i tempi della burocrazia sono molto lunghi», dice Jonny Di Matteo della 3M srl, a capo del mattatoio. Lui ha preso le redini della ditta nel 2009 e nel corso degli anni è andato incontro a tutte le prescrizioni dettate dal Comune per riflesso delle proteste dei residenti. «Lavoriamo ad alti livelli di qualità, sempre sotto il controllo di un medico, seguendo regole e disposizioni - continua - Siamo sempre cercato di convivere con le persone». Spostare il mattatoio non spetta del resto a lui, ma al Comune. Così come spetta all’ente la manutenzione della strada, che è il secondo punto dell’esposto. «La strada che dal condominio arriva in via IV Novembre è pericolosa: manca il marciapiede e l’illuminazione di notte è scarsa - si legge nell’esposto - Le auto la percorrono a tutta velocità e almeno quattro volte sono andate a scontrarsi contro il muretto che delimita il condominio. Resta molto da fare per permetterci di raggiungere il centro senza dover necessariamente prendere la macchina». Ecco quindi la richiesta del marciapiede, dell’illuminazione, di dissuasori e di una segnaletica efficace.
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Punto tre: «Siamo circondati da edifici vecchi e abbandonati o nuovi mai terminati». Quello giallo delle case popolari, dove i lavori sono fermi da circa un anno; l’antico edificio della Magona, che sta cadendo a pezzi al punto che il vento, la scorsa estate, ne ha divelto una parte di tetto; infine, l’edificio vicino al condominio stesso, all’apparenza completato sebbene nessuno ci metta piede da tempo, fatta eccezione delle «acrobazie serali di alcuni balordi» nella gru ancora presente, puntualmente segnalate ai carabinieri. «Queste problematiche rendono la zona complessivamente degradata», a cui «si aggiunge la condizione di via della Ferriera», che tra «erba alta, reti metalliche e rifiuti oltre ad essere poco decorosa rappresenta un pericolo dal punto di vista igienico». Così conclude l’esposto, mettendo al quarto punto la questione dei cassonetti della spazzatura, secondo cui manca l’umido e vengono abbandonati ingombranti sebbene non sia consentito). «Il Comune deve impegnarsi a completare i lavori e a mettere in sicurezza gli edifici di sua proprietà e ad aprire un tavolo con i proprietari degli altri immobili (privati o banche creditrici) per trovare una conclusione alla riqualificazione». È questa la richiesta dell’esposto. Perché Cecina, esorcizzando la battuta dei residenti, possa andare oltre la rotonda della Lidl.
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