Gioco
Petizione per non chiudere la farmacia
I titolari dell’attività della Ladronaia vorrebbero proseguire il loro lavoro. «Siamo costretti, ma speriamo ancora»
CECINA. La farmacia Europea di piazza Ivan Iori chiuderà stasera alle ore 20. Per non riaprire più. La società titolare, ABM Farma, composta da tre soci, aprirà domani a Latina. I clienti protestano da settimane, perché la caratteristica dell’attività era l’orario continuato dalle 8 alle 20 per 365 giorni all’anno, senza nemmeno una pausa. Un servizio che i cittadini consideravano utile per risolvere i piccoli problemi all’ultimo momento. Evitando di preoccuparsi delle feste comandate e dei turni e beneficiando per esempio della consegna gratuita dei farmaci a casa. Il dottor Giuseppe Albanese è uno dei soci, insieme a Pasquale Borrelli e Gaetano Miele, pronto a ricostruire la storia. Dalle parole traspare subito quanto gli dispiaccia abbassare la saracinesca per l’ultima volta. Oltre al lavoro quotidiano, ci sono i contatti con le persone che proseguivano da anni. La conferma viene dalla gente che alla Ladronaia volentieri arrivava per avere consigli e risposte. «Ci dispiace davvero – dice – perché in altre regioni non succede. E noi dobbiamo lasciare quando invece non ci mancano le risorse per gestire due punti vendita». Un passo indietro. Nel 2012, la società partecipa al concorso nazionale per l’assegnazione delle farmacie, con relativa uscita della graduatoria in contemporanea e conseguente assegnazione con possibilità di scelta tra due regioni. Questo però non succede perché, mentre la Regione Toscana assegna subito Cecina ai tre professionisti, nel Lazio piovono i ricorsi e la sede viene individuata soltanto due anni dopo. Non solo: la Regione Lazio dichiara l’incompatibilità, al contrario di quanto succede in altre province d’Italia, costringendo i farmacisti a scegliere. «In piazza Iori – prosegue Albanese – abbiamo aperto a marzo del 2016. Siamo soddisfatti, perché la nostra formula, basata sull’orario continuato e sull’apertura senza riposo, funzionava bene. Ora, a causa della non compatibilità, siamo stati costretti a chiudere. Per rimettere in discussione l’argomento servirebbe forse il pronunciamento di un giudice. Oppure, ipotizzo, l’intervento dell’amministrazione. Non c’è stata contemporaneità nell’assegnare le sedi. La questione è nata così». Sul territorio comunale le farmacie sono 9, ma da domani saranno otto. Intanto, i cittadini si mobilitano. La raccolta delle firme da consegnare al sindaco Samuele Lippi è già cominciata. Anita Fabris, residente in città, conferma di averne ottenute molte, circa 200, ma altre arriveranno. «È una vergogna – dice la signora – che l’attività chiuda. Il personale è sempre stato disponibile ed ha ricevuto i complimenti per come svolge il servizio, consegnando a domicilio i farmaci, misurando la pressione e fornendo altri servizi in modo gratuito, sempre con cortesia e sensibilità. Nei prossimi giorni andremo a Palazzo civico per lasciare le firme a Lippi e chiedere che intervenga quanto prima affinché la farmacia riapra. E sia gestita dalla stessa società, come succede da altre parti».
Michele Falorni
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