Gioco
Emergenze cardiologiche, sulle ambulanze si annunciano novità
L’assemblea pubblica dell’11 aprile a Donoratico, convocata dai sindaci dei 16 Comuni che fanno parte dell’ambito sanitario unico che unisce Val di Cornia e Bassa Val di Cecina, nelle intenzioni...
L’assemblea pubblica dell’11 aprile a Donoratico, convocata dai sindaci dei 16 Comuni che fanno parte dell’ambito sanitario unico che unisce Val di Cornia e Bassa Val di Cecina, nelle intenzioni degli organizzatori ha dato il via a percorso di partecipazione che dovrà concludersi con l’approvazione nei consigli comunali a giugno del Piano di attività locale (Pal). La direttrice dell’Azienda sanitaria Toscana Nordovest Maria Teresa De Lauretis ha presentato l’ipotesi di riorganizzazione dei servizi, sia per l’offerta ospedaliera che territoriale. A Cecina a seguire dovrebbe essere convocata una commissione consiliare ad hoc per consentire ai consiglieri di conoscere e avere il tempo di valutare le proposte di riorganizzazione dei servizi contenute nello studio confrontandosi con i vertici dell’Asl Toscana Nord ovest. Intanto, è stato annunciato un canale mail per inviare proposte e suggerimenti: ospedalivallietrusche@gmail. com. «È stata una bella opportunità di partecipazione: abbiamo cercato di fare intervenire tutti coloro che lo hanno richiesto scegliendo di dare spazio ai cittadini e alle associazioni di fronte a quindici sindaci e ai vertici dell’Azienda Usl – dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi –. Dalla richiesta, partita dalla conferenza di sindaci, di uno studio sull’Emodinamica sono arrivate una serie di proposte che ritengo interessanti. Il dato positivo su tutti è uno, e lo ha sottolineato anche qualcuno tra coloro che sono intervenuti in assemblea: siamo a discutere di qualcosa che prima sul tavolo non c’era, che è messo nero su bianco e proposto da chi ha poi la responsabilità di realizzarlo». Che prosegue: «Ci hanno chiesto cosa abbiamo fatto finora. Questo è frutto di un lavoro, delle sollecitazioni di noi sindaci che ci siamo impegnati perché sui nostri ospedali ci fosse una netta inversione di tendenza. Ci mettiamo la faccia, come abbiamo sempre fatto. E continueremo a farlo perché dai documenti bisogna passare ai fatti, a partire, per esempio, dalle ambulanze medicalizzate fisse ai presidi dedicate alle emergenze cardiologiche per le quali ci aspettiamo notizie già nei prossimi giorni».
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