La manifestazione
Bayahibe, c’è un nuovo ricorso
S. Vincenzo, l’ordinanza di demolizione non può essere eseguita. L’area è sotto sequestro penale
SAN VINCENZO . Il Comune di San Vincenzo rischia di doversi presentare in giudizio al Consiglio di Stato. C’è un margine di tempo ma non è detto che sia sufficiente. L’udienza è fissata per il 4 ottobre ed è in merito all’inottemperanza della sentenza da cui discende la demolizione dello stabilimento balneare Bayahibe. Il 12 luglio dello scorso anno è stata emessa l’ordinanza per abbattere la struttura dichiarata abusiva. Ma è rimasta sulla carta. Il cantiere è sotto sequestro giudiziario. E a nulla è valsa la richiesta dell’ente spedita il 4 agosto dello scorso anno alla Procura della Repubblica per il dissequestro. Anche la proprietà non può adempiere. La sezione penale del tribunale di Livorno nell’udienza del 10 novembre ha disposto ulteriori accertamenti e condizionato la decisione ai risultati dell’indagine. La prospettiva è di un’altra estate con quell’opera incompiuta sulla spiaggia.
«È inspiegabile come si permetta alla proprietà di continuare a operare in queste condizioni e sorge spontaneo chiedersi, visto i lavori per la realizzazione del chiosco stagionale, cosa succederà quando il tribunale toglierà i sigilli e si dovrà procedere alla demolizione con le strutture precarie in aderenza all’edificio mai terminato». È quanto affermano i consiglieri di Assemblea sanvincenzina che sul caso hanno presentato un’interrogazione in consiglio comunale, a cui ha risposto l’assessore all’Urbanistica Massimiliano Roventini. E aggiungono: «Se non si procede alla demolizione del fatiscente cantiere e alla revoca della concessione demaniale alla società Acquachiara, il ricorso per inottemperanza non potrà essere evitato con ulteriore aggravio di costi per le casse pubbliche. Pende sulla vicenda anche la richiesta, da parte dei ricorrenti, della nomina di un commissario prefettizio ad acta».
«L’amministrazione per evitare la nuova udienza al Consiglio di Stato il 23 marzo ha chiesto nuovamente alla Procura della Repubblica il dissequestro dell’immobile – ha sottolineato l’assessore Roventini nella sua risposta in consiglio –. È ovvio che in presenza di sequestro giudiziario penale l’immobile non può essere demolito». Respinta la richiesta di decadenza della concessione balneare: «Non risulta che vi siano le condizioni». Mentre c’è l’impegno a sistemare a breve il percorso pedonale di via del Tirreno «a cura e spese dell’amministrazione comunale». Sottolineando che «la riqualificazione dell’area è tra le priorità dell’amministrazione e sarà oggetto di specifica progettazione non appena avvenuta la demolizione del Bayahibe».
Resta per i consiglieri di Assemblea sanvincenzina una contraddizione. «La sentenza del Consiglio di Stato 5663/2015 ha annullato il permesso di costruire e il piano spiaggia per quanto riguarda la scheda 6.1 e di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali». Ed evidenziano: «Se ci fosse bisogno di dimostrare il rapporto di consequenzialità tra la scheda e la concessione basterebbe chiedersi perché, se il bando di gara era stato assegnato nel 2002, la concessione fu rilasciata solo nel 2008, cioè due anni dopo l’approvazione del piano spiaggia? O chiedersi perché tra le premesse della concessione c’è la scheda 6.1».
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