Sicurezza
Strutture abusive, iniziata la demolizione
CASTAGNETO CARDUCCI. La prima a mettere ordine sulla spiaggia è l’azienda Citai. Trattori, motoseghe e una pala meccanica. Una decina di operai. Cadono pareti. Crollano tetti. L’orizzonte si libera...
CASTAGNETO CARDUCCI. La prima a mettere ordine sulla spiaggia è l’azienda Citai. Trattori, motoseghe e una pala meccanica. Una decina di operai. Cadono pareti. Crollano tetti. L’orizzonte si libera poco alla volta. L’ombra privilegiata di tettoie e capanni abusivi viene cancellata.
Ancora qualche giornata di lavoro e dei sedici anni di carte bollate tra Comune di Castagneto Carducci e le famiglie nobili, che con le loro proprietà affacciano su questo tratto di litorale selvaggio, non resterà che un ricordo.
Due i fronti. A nord del Seggio sono cinque le proprietà interessate: Citai Spa (10 capanne e 10 tettoie), Catalpa Sas (11 tettoie), Fratelli Antinori (1 tettoia), Lawley (1 capanna), Zileri dal Verme e Spalletti Trivelli (1 capanna). A sud dei Pianetti, fino al confine con San Vincenzo, si fa tutto più confuso. Nessuno ha rivendicato o difeso la titolarità di queste strutture, chiamate baracche dei pescatori. Alcune sono cadenti, ma altre mostrano i segni di manutenzioni recenti. La stima è che ce ne siano una ventina da abbattere. E probabilmente a farsene carico dovrà essere il Comune di Castagneto Carducci.
Tutto cancellato per effetto di ordinanze emesse il 4 aprile dal Comune di Castagneto Carducci. La giustizia amministrativa ha messo un punto alla vicenda: le strutture sul demanio marittimo sono abusive. La Sovrintendenza di Pisa e Livorno ha sciolto le ultime riserve: non c’è alcun valore paesaggistico o storico da tutelare. Va tutto smantellato.
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