Attenzione
Legambiente, il futuro della Costa
Il 14 aprile un primo seminario pubblico al cinema Ariston
CASTAGNETO CARDUCCI. S’intitola “Il futuro della Costa Etrusca, tra crisi economica e sviluppo sostenibile locale” il seminario pubblico organizzato da Legambiente per sabato 14 aprile dalle ore 9, 30 alle 13, 30 al cinema Ariston di Donoratico.
Il seminario si inserisce in un percorso di tre appuntamenti con cui l’associazione ambientalista si propone di stimolare una riflessione e una discussione pubblica sul futuro del nostro territorio, abbracciando un’area che va da Piombino a Livorno sulla fascia costiera e comprendendo l’immediato entroterra.
In apertura il saluto della sindaca di Castagneto Carducci Sandra Scarpellini e dell’assessore all’Ambiente di San Vincenzo Antonio Russo. I due enti patrocinano il seminario che sarà presieduto e coordina nei lavori dal presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza. In agenda gli interventi di Salvatore Settis, presidente del consiglio scientifico del Museo del Louvre, Gianni Anselmi, presidente della 2ª commissione del consiglio regionale della Toscana, Monica Pecori, consigliera regionale e membro della commissione per la ripresa della Toscana Costiera, Lidia Bai, presidente Parco nazionale delle Colline Metallifere, Enzo Chioini, presidio di Libera Rossella Casini. Inoltre, il geologo Antonio Muti sul tema i territori di Castagneto Carducci e Sassetta visti da sud. L’ingegnere ambientale Maurizio Bacci tratterà il tema le Vie Etrusche, un progetto di rilievo nazionale, il presidente Fiab Toscana Angelo Fedi tratterà della ciclopista Tirrenica, l’allevatore di cavalli Alessandro Benedettini delle ippovie come percorsi da rivalutare. Mentre il geologo Luca Sbrilli lancerà la proposta di un unico parco geominerario intorno al golfo di Follonica.
Al seminario a cui aderisce il sistema Parchi della Val di Cornia sono invitate tutte le associazioni del territorio.
Il seminario ha lo scopo d’iniziare a individuare quei soggetti associativi e quei portatori di interessi diffusi, che vogliano e possano strutturare una rete in grado, attraverso un lavoro di approfondimento per gruppi tematici, di elaborare proposte e riflessioni pubbliche. Percorso di condivisione che vedrà una tappa intermedia in estate e dovrà concludersi con un documento articolato, da presentare entro la fine dell’anno. Uno spazio di confronto aperto, che superi i confini amministrativi, le logiche di “campanile” e gli egoismi sociali. «Intendiamo costruire un metodo – dicono gli organizzatori –, per delineare una strategia di area vasta condivisa, che coinvolga, con impegni precisi e atti amministrativi conseguenti, gli enti locali, le forze politiche, economiche e sociali, le associazioni, i cittadini interessati, fino ai diversi dipartimenti della Regione».
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