Il Tirreno

L’appello al Comune: ascolti gli ambulanti

di Alfredo Faetti
L’appello al Comune: ascolti gli ambulanti

Le voci dai banchi tra sicurezza e il timore della dispersione

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CECINA. Che sia una fase delicata, sebbene sottotraccia, lo si capisce facendo un giro tra i banchi. Quando è stata presentata la proposta di trasferire il mercato settimanale dalla sua posizione attuale alle vie del centro le opinioni a riguardo si rincorrevano. Oggi invece sono molto più ponderate. «Servirebbe un ambulante per studiare il trasloco del mercato», dicono gli addetti ai lavori. Questo perché un diretto interessato conosce «sfumature» che i tecnici del municipio non possono afferrare. Su tutte, il rischio di una dispersione. Ed è proprio su questo che gli ambulanti lanciano il loro appello all’amministrazione.

Con la concertazione ripartita a pieno ritmo («non si è mai interrotta», tiene a puntualizzare chi se ne occupa), il dibattuto trasferimento dei banchi torna ad animare il martedì mattina cecinese. «È un’operazione complicata, perché anche se lo vediamo come un banco resta comunque un’azienda», dice Marco Citi, ambulante che segue la concertazione. Lui ci tiene a misurare le parole e allora non parla di «trasloco», quanto di «una sistemazione del mercato». «La questione della sicurezza sollevata dal sindaco Samuele Lippi è pienamente condivisibile e giusta - dice Citi - Ma dobbiamo trovare una soluzione che crei i minor svantaggi possibili. E non parlo soltanto degli ambulanti: sarebbe un errore trattare l’argomento solo dal nostro piano; parlo anche dei negozi a posto fisso e dei cittadini stessi». Ecco dunque che nella stesura di quella che sarà la controproposta da presentare all’amministrazione le categorie cercheranno di trovare una sintesi tra tutte le esigenze in campo. «Il nostro timore è quella di ritrovarci in un mercato troppo dispersivo - si sente dai banchi - Organizzare i banchi extra alimentari su un’unica fila, ad esempio, porterà a una notevole distanza tra il primo e l’ultimo: in questo modo sarà difficile per i clienti girarli tutti e chi avrà le posizioni più marginali ne risentirà». «Ecco perché occorre che il Comune ascolti le nostre posizioni - riprende Citi - Un tecnico non può conoscere queste sfumature, come la disposizione su un’unica fila».

Ma in realtà, secondo l’ambulante, il problema è molto più complesso. «Dal momento che viene spostata qualsiasi attività questa subisce un contraccolpo da cui si riprenderà dopo un anno», spiega Citi. Un cliente fedele sa dov’è il banco, se gli viene spostato è facile vada a cercare la stessa merce su altri banchi anziché ricercare il suo. Questo il senso. «Noi siamo pronti a subire questo contraccolpo, ma i disagi devono essere ridotti al minimo possibile», conclude l’ambulante.

La speranza quindi è che quando la controproposta arriverà negli uffici del municipio vengano prese in considerazioni le osservazioni fatte dagli addetti ai lavori. «Parliamo di spostare oltre duecento aziende, senza contare le ripercussioni sui negozi a posto fisso», chiosano tra i banchi di ieri mattina. La fase insomma è delicata, perché a breve arriverà il momento delle decisioni. Pronte ad essere corrette lungo il cammino, certo, ma che intanto fisseranno il cambiamento delle oltre duecento aziende e di Cecina stessa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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