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L’idea di barriere “antirumore”

L’idea di barriere “antirumore”

Proposta del sindaco, che cerca un equilibrio tra le parti in gioco 

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CECINA. Equilibrio e un atteggiamento costruttivo: sono questi gli elementi su cui preme il sindaco Samuele Lippi. Un atteggiamento costruttivo da parte delle parti in gioco, intese come locali, residenti e in particolare i ragazzi che restano fino a notte fonda per strada. L’equilibrio invece è l’aspetto pratico di tutta questa vicenda.

«È un equilibrio delicatissimo - dice Lippi - C’è il diritto da rispettare alla salute pubblica, ovvero il diritto delle persone che vivono in quella zona a poter dormire tranquille. Ma quei locali hanno una valenza anche in chiave sicurezza. Quando mi sono insediato come sindaco in quel vicolo c’erano soltanto negozi chiusi, dando spazio a figure non gradite». Come i tossicodipendenti, per intendersi. «I locali invece queste presenze sono sparite, favorendo anche una ripresa del centro. Ma questo movimento ha dei costi. Per questo parlo di un equilibrio delicatissimo». La normativa non aiuta a trovare l’equilibrio: i parametri dell’Arpat hanno una soglia facilmente superabile dal momento che si crea anche il minimo gruppo di persone in strada, mentre il Comune, dal canto suo, può ben poco. Al momento degli esposti, ha emesso un’ordinanza perché i locali che intendono far musica rivestano con materiali insonorizzanti i propri fondi, ma l’investimento è di quelli da capogiro. Oggi però sta vagliando una possibilità, una strada che potrebbe aiutare a trovare quell’equilibrio. «Stiamo pensando a delle barriere antirumore da installare nel vicolo, delle strutture alte che possano mitigare il chiasso che arriva dalla strada», dice Lippi. Una sorta di tettoia, per così dire, che potrebbe rientrare nel pacchetto dei lavori per la ristrutturazione dell’ex struttura Enel che si trova proprio a metà del vicolo. Pacchetto che sarà al centro di un incontro proprio nella settimana che sta per iniziare. Forse non sarà la soluzione definitiva, ma può aiutare a trovare l’equilibrio tra le parti, nella speranza che anche loro facciano la loro parte perché tutte le esigenze (salute e lavoro in particolare) possano trovare un giusto riconoscimento. «Serve l’impegno di tutti per trovare una soluzione», dice appunto Lippi. (al.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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