Proteste
Torna a casa con i pidocchi «È la quarta volta quest’anno»
CECINA. Puntuale come il suono della campanella, la pediculosi è l’incubo di insegnanti, genitori e soprattutto bambini. Alcuni casi si sono registrati dall’inizio dell’anno nei diversi plessi...
CECINA. Puntuale come il suono della campanella, la pediculosi è l’incubo di insegnanti, genitori e soprattutto bambini. Alcuni casi si sono registrati dall’inizio dell’anno nei diversi plessi cecinesi: l’ultimo mercoledì «quando, per la quarta volta dall’inizio dell’anno scolastico, mi sono accorta della presenza dei pidocchi. Non era mai successo che li prendesse tutte queste volte e quello che non capisco – è lo sfogo di una mamma esasperata – è come non si riesca ancora, nel 2020, a debellare una cosa del genere all’interno delle scuole. È dall’asilo che conviviamo con la presenza dei pidocchi nelle scuole e, nonostante la prevenzione che facciamo, riceviamo almeno una comunicazione al mese dell’Istituto per informarci di un caso di pidocchi. Per me il disagio è doppio perché, non potendo frequentare la scuola, vengono meno le ore di lezione e devo organizzarmi per trovare qualcuno che stia a casa. Di pidocchi se ne sente parlare da anni, tra l’altro non sono necessariamente associati ad ambienti sporchi, però i bambini tendono a vergognarsi ed evitano di parlarne».
Un problema che tutte le generazioni ricordano, come i rimedi naturali, quali l’olio di lavanda da apporre dietro le orecchie, che specifici, come shampoo, schiuma e pettine, tutti indicati per la rimozione delle uova. «Da parte nostra, nel momento in cui veniamo a conoscenza di un caso di pediculosi – spiegano dal plesso – inviamo una circolare a tutta la scuola, anche se l’episodio è stato rilevato in una classe specifica, e a tutte le famiglie, in maniera indistinta in modo da non colpevolizzare nessuno. Una circolare con la quale si invitano i genitori a mettere in atto e seguire la profilassi prevista in questi casi. Sono loro che poi intervengono attraverso il medico di famiglia o con rimedi casalinghi». Non è prevista nessuna segnalazione alla Asl competente né qualche forma di disinfestazione dei locali scolastici, tanto che «non c’è l’obbligo di presentazione del certificato medico al rientro in classe – spiegano dall’istituto – se non nei casi espressamente previsti, come il superamento di cinque giorni di assenza per motivi di salute». La frequenza di casi di pediculosi è confermata dal plesso, anche se «l’ultimo caso risale al mese scorso. Ad oggi non mi risulta che ci siano state altre segnalazioni in tal senso. Segnalazioni che possono giungere dall’interno dell’Istituto, da un insegnante o un compagno di classe, oppure dalla famiglia stessa. In ogni caso, la procedura che seguiamo è sempre quella: inviare una circolare e segnalare il caso su libretto in modo da informare tutte le famiglie».
Leondina Marulli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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