Sicurezza
Oltre dieci siringhe abbandonate a terra: tra i rifiuti e le auto
Scoperte nel parcheggio sterrato di via Fratelli Rosselli Gli aghi gettati tra lo sporco dietro la struttura diroccata
CECINA. Forse ce ne sono anche altre sotto al cumulo di sporco, ma senza precauzioni bene lasciar perdere: il forte odore anticipa chiaramente la presenza di escrementi umani, mescolati con altri rifiuti di vario genere. Ma il degrado è lampante anche senza doversi sporcare le mani. Sono almeno una decina le siringhe abbandonate dietro al vecchio casottino nel parcheggio sterrato all’inizio di via Fratelli Rosselli, di proprietà di Ferrovie dello Stato. La maggior parte sono siringhe da insulina, il modello classico per stupefacenti, ma ce ne sono anche di altro tipo e genere. «Ce ne sono anche nel parcheggio, vicino alle auto, dove chiunque può venirci a contatto», dice Cristina Pelloni, che ha denunciato il ritrovamento.
La donna ha segnalato tutto alla polizia municipale, anche se non è la prima volta. Alcuni mesi fa infatti aveva denunciato il degrado diffuso nel parcheggio alle forze dell’ordine, ricevendo come risposta una pulizia generale dell’area quasi immediata. Ma è stato un fuoco di paglia. Poche settimane dopo infatti il parcheggio, nei suoi angoli più nascosti, è di nuovo una piccola discarica a cielo aperto. Questa volta però il problema più rilevante non sono i rifiuti. «Ce ne sono almeno una decina gettate là dietro il casottino – spiega Pelloni – Le auto si fermano lì vicino e una volta fatto le gettano dove non si possono vedere a un primo sguardo». Tra vecchi stivali e cartacce varie, si riconoscono chiaramente diversi stantuffi arancioni, del tutto simili a molti altri ritrovamenti delle scorse settimane. Ma non sono i soli a mescolarsi nel degrado: ce ne sono anche di altre tipologie e dimensioni, proprio accanto alle siringhe da insulina. Una ha anche un filo di sangue all’interno. «È un punto di ritrovo», dice la donna. E visto il cumulo di aghi nascosto dietro questo angolo diroccato sembra che abbia ragione. Del resto, il parcheggio in questione è una landa desolata di notte, buio e pressoché per nulla frequentato. «Servirebbe una telecamera», continua Pelloni, sostenendo che i recenti lavori fatti da Ferrovie dello Stato, come la potatura delle piante lungo la recinzione, sono stati «un buon deterrente» per chi arriva su questo sterrato con losche intenzioni. «Però non basta: servono più controlli», conclude la donna.
Già, i controlli. Gli stessi invocati in altri quartieri di Cecina, macchiati dagli stessi ritrovamenti. Le ultime segnalazioni sono arrivate appena pochi giorni fa, dai fossi della Ladronaia prima e dagli spazi dell’ex canile su viale della Repubblica poi. Nuovamente luoghi isolati e bui insomma. E nuovamente i ritrovamenti non hanno riguardato una singola siringa ma dei veri cumuli. Un campanello di allarme che suona sempre più forte, scandito da decine e decine di aghi usati e poi gettati nelle strade, dove chiunque inavvertitamente può entrarci in contatto. «Ce ne sono alcune anche vicino alle auto», fa notare Pelloni, per fare un esempio qualsiasi.
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