Sicurezza
Morto dopo 3 mesi dall’esplosione della caldaia
Il pensionato è deceduto nel reparto grandi ustionati di Pisa. Vanno avanti le indagini sull’incidente del 29 dicembre
CASTAGNETO CARDUCCI. Un epilogo drammatico arrivato la notte del 5 aprile, intorno alle 3. Giuseppe Colangelo, 68enne pensionato di Castagneto Carducci, non è sopravvissuto alle profonde lesioni causate dall’esplosione della caldaia situata in un locale esterno all’abitazione che l’uomo condivideva con la convivente, in strada comunale Casavecchia. Colangelo è deceduto all’ospedale di Pisa, nel reparto grandi ustioni, dove era stato trasportato dall’eliambulanza Pegaso subito dopo l’incidente del 29 dicembre scorso con ustioni sul 60% del corpo. L’uomo, da oltre tre mesi in prognosi riservata, ha lottato contro le ferite riportate fino al 5 aprile. Restano da chiarire le cause della morte, sulle quali farà luce l’autopsia disposta dalla Procura di Livorno, che hanno provocato la morte di Colangelo a tre mesi dall’esplosione, causata con ogni probabilità da una perdita di gpl che ha parzialmente distrutto il locale che ospitava una cucina dove, poco prima dell’esplosione, la moglie di Colangelo era entrata per preparare la colazione e mettere il latte sul fornello.
La mattina del 29 dicembre, però, la fiamma del fornello non si accende e la donna chiede al 68enne di intervenire, rientrando in casa, salvandosi così dall’esplosione che ha, invece, investito l’uomo. Sul locale che ospitava la caldaia, subito dopo l’esplosione, sono stati immediatamente posti i sigilli a seguito del sequestro effettuato dai carabinieri di Castagneto Carducci e della diffida del ministero dell’Interno, per il tramite del corpo dei vigili del fuoco, ad utilizzare il serbatoio del gpl per verificare eventuali anomalie. Un episodio su cui, sin da subito, gli investigatori hanno cercato di far chiarezza, avviando un’indagine che, nel mese di gennaio, arrivò ad ipotizzare i reati di incendio e lesioni colpose, all’epoca contro ignoti. La morte del 68enne, oltre a gettare nella disperazione la convivente e il figlio della donna, ha avuto come conseguenza diretta l’apertura di un nuovo fascicolo da parte della Procura di Livorno e la notifica, tramite i carabinieri di Castagneto Carducci, dell’informativa di garanzia per il reato di omicidio colposo ad entrambi, dato che la casa è intestata alla donna, i quali hanno perciò riconfermato l’incarico all’avvocato Simone Rossi. Un atto dovuto, con ogni probabilità, poiché gli inquirenti intendono far luce su un dramma che ha scosso la famiglia, che preferisce non rilasciare dichiarazioni, e l’intera comunità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
