Il Tirreno

Neonata morta, diciannove indagati

di Pietro Barghigiani
Neonata morta, diciannove indagati

La piccola aveva 10 giorni, la Procura di Pisa apre un’inchiesta: 5 sanitari sono dell’ospedale di Cecina e 14 di Santa Chiara

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PISA. Una morte improvvisa dopo appena dieci giorni di vita. Uno choc per i genitori, lo strazio di una comunità. Ma anche la necessità di un’inchiesta della Procura per chiarire le cause. Un passaggio obbligato per procedere con l’autopsia sul corpicino della piccola Sofia Lorenzini, rosignanese.

Il sostituto procuratore Flavia Alemi ha iscritto sul registro degli indagati diciannove tra medici e infermieri degli ospedali di Cecina e Santa Chiara di Pisa. Sono le due strutture sanitarie in cui la piccina è stata ricoverata dal primo malore fino al decesso avvenuto nel pomeriggio di venerdì 23 marzo.

Per Cecina sono cinque gli indagati del reparto di pediatria. Il numero sale a quattordici per l’unità operativa della neonatologia pisana. Stamani è previsto il conferimento dell’incarico a due medici da parte del magistrato che ha individuato nel dottor Lorenzo D’Antonio, medico legale di Careggi, e nel neonatologo Roberto Biadaioli, sempre di Firenze, i professionisti che dovranno capire cosa ha portato alla morte Sofia.

E se, soprattutto, il decesso possa essere attribuito alla eventuale negligenza del personale sanitario che ha avuto in cura quello scricciolo vissuto poco più di un settimana.

I cinque di Cecina hanno come avvocato d’ufficio Raffaella Bonsangue, mentre i quattordici del Santa Chiara si sono affidati all’avvocato Patrizio Pugliese, al medico legale Chiara Toni e all’anatomopatologo Vincenzo Nardini. I genitori di Sofia, una coppia molto conosciuta a Rosignano, sono assistiti dall’avvocato Marco Talini di Livorno.

Nata il 13 marzo, all’inizio per la bimba non sembravano esserci particolari complicazioni. Dopo tre giorni Sofia era tornata a casa con la mamma. La gioia per quel regalo della vita ha iniziato a incrinarsi con il passare delle ore.

Ai medici i genitori hanno raccontato che piccina non mangiava, dormiva molto e non piangeva. Il 19 marzo è tornata in ospedale a Cecina. I medici hanno capito che il quadro clinico virava al peggio e richiedeva una specializzazione. Quella del Santa Chiara dove Sofia è stata ricoverata in terapia intensiva seguendo le cure indicate dal Meyer di Firenze.

Il 23 marzo le flebili resistenze della neonata sono state vinte per motivi che ora l’autopsia proverà a chiarire. Al di là dell’inchiesta, in ricordo di Sofia e per tutti i bimbi che si affacciano alla vita già alle prese con problemi di salute, i genitori hanno avviato una sottoscrizione per donare soldi alla ricerca impegnata a sconfiggere le malattie neonatali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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