Il dolore
Ecco i dati della rete dell’infarto: l’emodinamica è un’ipotesi
In Bassa Val di Cecina parametri di mortalità in linea con le medie regionali L’Azienda Usl Toscana Nord ovest propone una strategia in tre mosse
CECINA. Rischiano la morte sette pazienti su cento in Bassa Val di Cecina colpiti da infarto miocardico acuto (Ima) a distanza di 30 giorni dall’episodio (7,47% rispetto alla media Toscana del 7,73%). In Val di Cornia il dato è l’8,42%. È quanto emerge dallo studio “La rete infarto nell’area sud dell’Azienda Usl Toscana Nord ovest: stato dell’arte e prospettive di sviluppo” che è parte della la proposta di riorganizzazione dei servizi per la salute che si basa sulla messa in rete dei presidi ospedalieri di Cecina e Piombino. Nel caso di Ima Stemi, che è la forma più grave, dovuto all’occlusione completa e stabile del vaso coronarico, la mortalità a trenta giorni in Bassa Val di Cecina si attesta all’8,12% e al 13,38% in Val di Cornia rispetto al dato regionale di 9,08%.
Possono bastare i numeri riportati nello studio “La rete infarto nell’area sud dell’Azienda Usl Toscana Nord ovest: stato dell’arte e prospettive di sviluppo”? Nello studio si evidenzia anche il netto miglioramento dei parametri rispetto al 2015. E scorrendo le 26 pagine si tratteggiano tre le azioni necessarie per il miglioramento della rete infarto nel maxi distretto Valli Etrusche, che abbraccia la Bassa Val di Cecina e la Val di Cornia. Dati e soluzioni che saranno al centro dell’assemblea pubblica in agenda l’11 aprile a Donoratico in cui lo studio verrà illustrato nei dettagli.
La prima è quella di promuovere campagne di comunicazione e formazione per il maggior utilizzo del percorso territorio-emodinamica. In pratica, stando allo studio dell’Asl Toscana Nord ovest per migliorare l’efficienza e l’efficacia delle cure il paziente deve richiedere l’intervento del 118. E ciò perché consente “tassi molto alti di riperfusione coronarica (ovvero di ritorno del flusso sanguigno): 87,5% per Cecina e 75% per Piombino nel 2016 entro le tempistiche richieste dalle linee guida internazionali”.
L’altro fronte è quello di potenziare la rete per assicurare una presa in carico efficiente ed efficace sul territorio, ottimizzando la fase del trasporto dei pazienti, in particolare per quelli che si presentano in pronto soccorso. E qui è essenziale il ruolo della centrale operativa del 118 per inviare sul posto il mezzo più idoneo al caso. Inoltre, l’Azienda prevede per gli ospedali di Cecina e Piombino ambulanze a supporto del fast-track, per garantire un percorso salva-cuore dedicato che consente di evitare la tappa del pronto soccorso con il trasporto verso la sala di emodinamica in sicurezza.
La terza azione prevede di potenziare la rete dei defibrillatori sul territorio tramite una diffusione “strategica capillare, prevedendo una formazione specifica per favorirne il massimo utilizzo”.
Alle tre azioni si affiancano altre ipotesi, che potrebbero prevedere una rimodulazione dei bacini di utenza o l’apertura di una sala aggiuntiva di emodinamica. Per esempio l’ipotesi di superare il concetto di rete provinciale per promuoverne una regionale: trasferendo il paziente alla sala di emodinamica più vicina. In pratica per la parte sud significa fare riferimento a Grosseto. “In questo scenario emerge che per vari comuni, le distanze si ridurrebbero sotto i 60 minuti”.
C’è poi l’ipotesi di miglioramento del funzionamento della rete Ima potrebbe essere ottenuto potenziando l’emodinamica sul territorio. “Una ulteriore ipotesi da valutare include anche la realizzazione ex novo di un laboratorio di emodinamica nella parte sud della Azienda, rimodulando se necessario, i bacini di utenza anche mediante accordi interaziendali”. La soluzione richiede un investimento iniziale di un milione di euro e per il funzionamento annuo, compreso il personale: 2, 1milioni di euro. E nel documento di riorganizzazione dei servizi socio sanitari delle Valli Etrusche si fa esplicito riferimento a Piombino: “Equidistante tra Livorno e Grosseto, potrebbe avere una naturale inclinazione ad essere un nodo della Rete dell’infarto e dotarsi della struttura di Emodinamica”.
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