Il Tirreno

la gara in cucina a km zero 

E l’alberghiero “Mattei” vince la sfida ai fornelli

ROSIGNANO. Piatti leggeri e gustosi, cucinati ad arte dopo averne studiato la composizione e i tempi di cottura a scuola, raccontano bene il pranzo di ieri all’Istituto alberghiero di Rosignano...

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ROSIGNANO. Piatti leggeri e gustosi, cucinati ad arte dopo averne studiato la composizione e i tempi di cottura a scuola, raccontano bene il pranzo di ieri all’Istituto alberghiero di Rosignano Solvay. Al tavolo delle autorità anche l’ex capo della Procura di Palermo Gian Carlo Caselli, che volentieri ha assaggiato i primi e i secondi preparati dai ragazzi complimentandosi con loro. Il “Mattei” - con un menu a base di flan di cavolfiore e pecorino, valigette di bietola e maiale in salsa di pomodoro, e crespella con crema di ricotta, cannella e mela caramellata - ha poi vinto la sfida con gli altri due istituti partecipanti: gli Isis “Brignetti” dell’isola d’Elba e “Pacinotti” di Bagnone, tutti autori di pietanze squisite, frutto di ricerche e pratica ai fornelli. All’iniziativa hanno collaborato Unicoop Tirreno, Coldiretti Livorno, Associazione per i diritti dei cittadini e Scuola Tessieri di Ponsacco. A offrire i prodotti a km zero, ossia del territorio, Coldiretti, la Tenuta di Canneto, il Terriccio, alcune aziende di Suvereto, Garden Poggio Fiorito e il Casale del Mare. Gli chef Paolo Graziani, Claudio Ricci e Gabriele Rosini hanno seguito le tre scuole insieme al responsabile dell’alberghiero rosignanese, Giuseppe Rizzuto, controllando la preparazione del cibo fino al momento in cui è arrivato in tavola. La sala, luminosa e accogliente, ha permesso agli ospiti di sedere e rilassarsi, complice l’ottima organizzazione arricchita dalle brevi presentazioni dei piatti. Al termine del pranzo, la giuria ha assegnato il primo premio – 12 ore di stage alla Scuola Tessieri più 100 euro – ai ragazzi del “Mattei”, il secondo al “Brignetti” (8 ore) e il terzo al “Pacinotti” (5). A strappare gli applausi dei commensali è stata la professionalità con cui i tre istituti hanno gestito il pranzo anche in sala, evitando perdite di tempo e fastidiose pause. Un esercizio sempre difficile.

Michele Falorni

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