Sicurezza
Dai fossi ai parcheggi, è allarme siringhe
Decine di ritrovamenti in pochi mesi: gli ultimi alla Ladronaia
CECINA. Tra le plastiche e le cartacce salta all’occhio l’involucro scartato e gettato nei fossi della Ladronaia. Non molto distante, quasi nascosto tra i ciuffi d’erba che fanno capolino del terreno, viene fuori anche il contenuto: una siringa da insulina. Non è la sola, assicura Mauro Niccolini che ha segnalato l’ennesimo ritrovamento. «Ce ne sono diverse», spiega. E quasi non fa più notizia: dalla fine del 2017 ad oggi sono una ventina gli aghi usati e ritrovati in giro per Cecina (a cui vanno aggiunti necessariamente tutti quelli non segnalati), dagli angoli più remoti fino alle porte del centro storico. «Mancano i controlli», dice Niccolini, ricalcando le identiche parole di chi è già incappato in scoperte analoghe.
Certo è che alla Ladronaia quelle siringhe abbandonate amplificano il senso di degrado. Sono passati a fatica sette mesi da quando un gruppo di volontari ha fatto pulizia in quei prati, così da far scorrazzare liberi i propri cani, per poi ritrovarsi ad oggi alla situazione di partenza. «Uno dei proprietari di cani che frequenta la zona ha segnalato queste siringhe ai vigili urbani - continua Niccolini - Alcuni residenti parlano di movimenti sospetti durante la notte, con persone che nascondono buste di plastica nelle siepi che poi vengono a prendere altre persone in un secondo momento». Sospetti e meccanismi su cui lavorano anche le forze dell’ordine, anche se non è semplice debellare la piaga. Anche gli esperti del Sert, interpellati da Il Tirreno a fine gennaio, hanno spiegato di un trend crescente nell’uso di eroina e di un cambio generazionale dei consumatori.
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Ma l’elemento che più aiuta a capire la difficoltà nel cogliere il consumatore sul fatto è la mappa dei ritrovamenti da fine dicembre ad oggi. I prati della Ladronaia e via Ginori (dove a inizio gennaio furono ritrovate ben cinque siringhe usate nascoste tra l’erba di un parcheggio) sono zone periferiche, ben nascoste da occhi indiscreti, specialmente nelle ore notturne; ma corso Matteotti o via Ticino sono a due passi dal centro: specialmente il primo, in cui a fine febbraio l’ago è stato ritrovato nel bel mezzo della strada a pochi metri dall’inizio dell’area pedonale, all’altezza dell’interdizione con via Da Vinci. Ovvio che la siringa non sia stata usata lì, ma solo gettata, forse dal finestrino di un’auto in corsa: resta il fatto però che l’abbandono da parte dei consumatori non guarda in faccia all’incolumità altrui, con aghi seminati dove camminano anche bambini. Altre segnalazioni recenti, poi, arrivano da viale della Repubblica, dai locali malmessi che un tempo ospitavano il canile, anche se non è una novità: già nel 2016 molti residenti denunciarono la presenza di persone sospette e siringhe abbandonate. Il luogo del resto appare perfetto per lo scopo, abbandonato e nascosto dalla strada principale, benché vicino a molte abitazioni. Più o meno lo stesso discorso fatto quando i ritrovamenti sono avvenuti al bocciodromo, a inizio marzo.
Eccola quindi la richiesta di controlli, specialmente nei luoghi più bui e meno frequentati, per disincentivare quanto meno la presenza dei consumatori. Fermo restando che gli abbandoni non sembrano avere zone preferite rispetto ad altre.
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